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Il film La vita che verrà va in onda stasera 25 novembre su Raitre: storia vera o finzione, la pellicola parla di violenza sulle donne.

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Dopo una premiere che ha ricevuto ottime recensioni al Sundance Film Festival nel 2020 e l’approdo su Amazon Prime, arriva anche in chiaro – su Raitre – la pellicola La vita che verrà. Si tratta di una storia tempestiva e edificante sulla capacità di recupero e la forza di una madre e va in onda questa sera, 25 novembre, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Diretto da Phyllida Lloyd, il film vede come protagonista Clare Dunne, molto brava nel ruolo di Sandra: l’attrice è anche coautrice della sceneggiatura di una pellicola che fin da subito ha fatto sua. Molti spettatori si chiedono se la trama di La vita che verrà sia basata su una storia vera e se la Sandra interpretata da Clare Dunne sia esistita nella vita reale. Chiariamo subito ogni dubbio a proposito.

Storia vera o finzione: il film La vita che verrà emoziona il pubblico

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Nella trama del film, Sandra (Clare Dunne) finalmente lascia il marito violento, Gary (Ian Lloyd Anderson), dopo l’ennesimo violento sfogo legato alle loro due figlie e al loro futuro. Grazie alla figlia maggiore, Emma (Ruby Rose O’Hara), che consegna il biglietto a un negoziante locale che chiama la polizia, la vita di Sandra viene salvata. Non aggiungiamo altro sulla trama del film per non spoilerare troppo e andiamo al sodo.

La vita che verrà non si basa su una storia vera, ma riflette la realtà di molte donne in Irlanda e nel mondo. La storia è nata quando l’attrice Clare Dunne ha ricevuto una telefonata da un’amica intima, una madre single di tre figli, che stava per essere sfrattata dalla sua casa. Mentre navigava in Internet per cercare opzioni abitative per la sua amica, Clare ha trovato un video di un architetto che dava consigli su come costruire un abitazione con poche migliaia di sterline.

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Altri dettagli su cui costruire la sceneggiatura Clare Dunne li ha messi insieme prendendo spunti dai racconti delle donne detenute a Dublino con le quali l’attrice stava lavorando per una produzione shakespeariana. Ha trascorso molto tempo a conoscere il sistema che le donne devono affrontare dopo essere state vittime di una situazione di abuso domestico e ha intervistato assistenti sociali, psicologi e donne che hanno vissuto l’esperienza stessa.

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Insomma, pur essendo vero che La vita che verrà è una storia di finzione, questa riflette le difficoltà che le sopravvissute agli abusi devono affrontare quotidianamente. Va comunque detto che Clare Dunne non vuole che quello di Sandra appaia solo come vittimismo e per questo le dà una possibilità.