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La ricostruzione del Washington Post sull’attacco al Congresso

Il Washington Post ha pubblicato un video che ricostruisce l’attacco dello scorso 6 gennaio al Congresso degli Stati Uniti mettendo insieme molti video caricati online dagli stessi sostenitori di Donald Trump e accompagnandoli a una rappresentazione grafica del percorso compiuto tra i corridoi, le stanze e le aule dell’edificio. Dalle prime finestre sfondate alle 14.12 del pomeriggio, ora locale, fino alla fine delle procedure di evacuazione di deputati e senatori 41 minuti dopo, il video mostra i diversi momenti in cui gli assalitori sono arrivati a pochi metri dai parlamentari, separati da semplici porte e da pochi agenti di polizia.

Il Washington Post ha usato messaggi testuali, testimonianze dei parlamentari, foto e centinaia di video per ricostruire l’attacco, stabilendo una cronologia nei documenti e un modello tridimensionale del Congresso per ricostruire il percorso. Con un algoritmo di riconoscimento facciale, il giornale ha stimato che almeno 300 persone abbiano fatto irruzione nel palazzo, aggiungendo che probabilmente erano di più.

La ricostruzione spiega per esempio che gli assalitori sono passati per l’aula del Senato un minuto dopo che il vicepresidente Mike Pence, che stava presiedendo la seduta di certificazione del risultato elettorale, era stato scortato in un ufficio vicino. La maggior parte dei senatori era ancora nell’aula. Dall’altra parte dell’edificio, dove si trova la Camera dei rappresentanti, i deputati sono arrivati a essere separati dagli assalitori da una sola porta a vetri rinforzata con delle barricate improvvisate. Il video mostra la completa dinamica della morte di Ashli Babbitt, una sostenitrice di Trump, uccisa dalla polizia mentre apparentemente si stava infilando in un varco aperto nella porta.

Alcuni degli assalitori avevano intenzione di «sequestrare e assassinare deputati e senatori», dicono i procuratori federali che stanno indagando sull’attacco. Più di cento persone sono già state arrestate per l’attacco, a causa del quale cinque persone sono morte, tra cui Brian Sicknick, un agente della Capitol Police, la forza di polizia deputata alla protezione del Congresso. Una delle cose su cui si sta indagando è il legame tra gli estremisti che hanno partecipato all’attacco al Congresso e alcuni membri delle forze dell’ordine. Tra gli indagati per l’attacco ci sono poliziotti appartenenti a dipartimenti di polizia di tutti gli Stati Uniti (stato di Washington, California, Texas e altri), oltre a membri di alcuni dipartimenti di pompieri della Florida e dello stato di New York.

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