kindle-scribe:-il-piu-popolare-e-book-reader-diventa-un-taccuino-|-recensione
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Abbiamo parlato diverse volte di come l’esperienza di lettura attraverso un e-book reader sia per sua stessa natura polarizzante: efficace e comoda, certo, ma legata indissolubilmente alla scelta, personale come poche altre, di abbandonare la carta e la pratica di sfogliare le pagine in favore di un dispositivo elettronico.

Un discorso simile vale per la scrittura, che nonostante oggi possa essere effettuata con grande praticità digitalmente, tanto attraverso una tastiera quanto a mano libera con un pennino, è ancora da molti ritenuta un’arte che si declina su un foglio di carta.

Kindle Scribe è quindi un dispositivo destinato a una nicchia piuttosto ristretta di persone: permette di leggere e scrivere sfruttando la tecnologia e-ink con tutti i vantaggi del caso, ma anche con una serie di limitazioni piuttosto evidenti. Un prodotto molto interessante che farà la gioia di alcuni ma sarà difficile da capire per tutti gli altri.

Rispetto ad alcune alternative, ad esempio quella proposta da Huawei con il suo MatePad Paper, ha certamente il vantaggio di poter contare sulla sterminata libreria offerta da Amazon e da tutti i servizi connessi.

UN KINDLE UN PO’ PIÙ GRANDE

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La versione che ci è stata invitata per la prova è quella da 16GB dotata di pennino premium e, tolto dalla confezione, le primissime cose che saltano all’occhio rispetto ai modelli precedenti sono le dimensioni e il peso: 433 grammi e 196 x 230 x 5,8mm sono molti più di quelli a cui siamo abituati per un e-book reader, così come sono parecchi i 10,2 pollici del display, caratterizzato da una densità di 300ppi, come gli altri modelli, e dalla presenza di 35 lampade led. La qualità delle plastiche e le finiture sono in linea con gli altri prodotti Kindle: si è pensato alla praticità con dettagli come i piedini che lo fissano efficacemente al tavolo, molto meno all’estetica visto che la sensazione è di avere in mano un prodotto un po’ meno rifinito rispetto a concorrenti come il già citato MatePad Paper.

Le dimensioni molto generose sono certamente dovute alla volontà di creare un device capace di farci prendere appunti comodamente, piuttosto che darci modo di avere uno schermo più ampio per la lettura, e si tratta di una scelta comprensibile, quasi obbligata. Resta però indubbio che, soprattutto per via del peso, Kindle Scribe non è il più comodo degli e-book reader da reggere in mano e l’utilizzo più pratico è quello che si fa nel momento in cui lo si appoggia sulle gambe oppure su un sostegno, come un tavolo. Giusto come riferimento, il Kindle 2022 pesa 158 grammi mentre il Paperwhite arriva a 205 grammi, comunque meno della metà dello Scribe, e per portabilità e prezzo resteranno certamente la scelta più adatta per chi intende unicamente accedere alla vastissima libreria di Amazon.

Prendendo in considerazione la scrittura, invece, le cose cambiano e Scribe riesce a esprimere al meglio tutto il proprio potenziale.

NON SOLO PER PRENDERE APPUNTI

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Per come è stato pensato da Amazon, le funzioni di scrittura a mano libera di Scribe si applicano in due frangenti distinti. Possono essere utilizzate per prendere appunti a piè di pagina quando si sta leggendo un libro, oppure per creare documenti scegliendo uno tra i vari form disponibili.

Oltre alla classica pagina bianca si può infatti aprire un foglio a righe, con diversi margini e spaziature, quello a quadretti e l’alternativa con i puntini ma anche delle to-do list oppure un formato agenda che riporta le ore del giorno divise in blocchi da 30 minuti e poi una manciata di altri layout che possono tornare utili in situazioni specifiche.

Scelto su quale foglio virtuale si intende lavorare, l’esperienza di scrittura in sé mi ha positivamente colpito: la risposta una volta appoggiata la punta del pennino sul pannello è rapidissima e il tratto molto preciso. Scrivere su Kindle Scribe è un’esperienza piacevole e con un certo margine di personalizzazione. Se infatti la penna non riconosce la pressione sullo schermo per modificare lo spessore del tratto, questo può essere cambiato attraverso le impostazioni del menu sempre presente in pagina scegliendo tra cinque spessori differenti, da Molto Sottile a Molto Spesso. Un discorso simile vale per l’evidenziatore e per la gomma, con quest’ultima che permette anche di cancellare direttamente una selezione di testo oppure la pagina intera.

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Amazon ha scelto di implementare un numero piuttosto essenziale di opzioni ma, dopo qualche giorno di utilizzo, devo dire che c’è tutto quello che serve per scrivere e gestire i propri documenti con una certa semplicità: un vantaggio per un prodotto pensato per un’utenza eterogenea, appartenente alla famiglia Kindle. Il sistema operativo è essenziale e mancano alcune modalità di utilizzo a cui oramai siamo abituati da anni di gesture sugli smartphone, ma chi ha già praticità con il mondo Kindle si troverà a proprio agio. L’azienda ha anche implementato un browser web che però, considerando i tempi di refresh dello schermo, è di fatto una sorta di extra che difficilmente andrete a utilizzare con assiduità.

La penna, che si attacca magneticamente al bordo destro del dispositivo (e non sugli altri, che non sono magnetici) si distingue per una qualità costruttiva simile a quella dello Scribe, quindi votata all’essenzialità, ma risulta davvero molto pratica: oltre alla risposta immediata in fase di scrittura, può infatti contare nella versione premium su un paio di funzioni extra. L’estremità tondeggiante può essere utilizzata come gomma, per cancellare più rapidamente le parti di testo che vogliamo eliminare, mentre sul corpo presenta un pulsante che può essere personalizzato per svolgere una tra quattro funzioni, una volta premuto: evidenziare, cancellare, selezionare la funzione penna oppure aprire una nuova nota. Svolgere tutte queste operazioni senza passare dallo schermo è, senza dubbio, una grande comodità.

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I vantaggi della tecnologia e-ink utilizzata da Amazon sono evidenti anche nel caso di Scribe che offre 25 livelli di luminosità differenti, gestiti in maniera ottimale dal sensore automatico, e un’altrettanto valida scelta tra un range di tonalità differenti che passano dalla luce bianca a quella gialla, più riposante per gli occhi quando ci troviamo in un ambiente buio. Sotto la luce diretta del sole e in generale all’aperto, la fruibilità è quella solita, molto molto buona, a cui siamo stati abituati dalla combinazione degli schermi e-ink di Amazon assieme al trattamento antiriflesso del display; insomma anche la lettura in spiaggia, d’estate sotto il sole è garantita al meglio.

Buona nel complesso l’ergonomia in fase di scrittura, anche grazie alla spalla che dà modo di tenerlo in mano senza coprire lo schermo, sia che lo si impugni con la sinistra sia che, nel caso dei mancini, lo si tenga con la mano destra sfruttando la rotazione automatica.

MANCA ANCORA QUALCOSA

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Tutto il sistema di note è stato organizzato in maniera intelligente in modo tale che possano essere ordinate in cartelle e ricercate attraverso il titolo, rendendo piuttosto semplice la gestione dei documenti creati nel tempo. Buono anche il supporto a PDF, documenti Microsoft Word e altri formati popolari (TXT, PNG, GIF, JPG, RTF, HTM, HTML, GIF, JPEG, BMP e EPUB). Mancano ancora, invece, le opzioni che daranno modo di accedere alle note attraverso la sincronizzazione dell’app di Kindle (ma è sempre possibile inviarle via mail a sé stessi o a chiunque altro) e quella che permette di mandare un documento al dispositivo direttamente da Microsoft Word: entrambe arriveranno nel corso del 2023.

Sul fronte dell’hardware sono assenti speaker e microfoni, disponibili ad esempio su Huawei MatePad Paper, e con essi la possibilità di riprodurre audiolibri – che possono invece essere ascoltati attraverso l’integrazione con Audible e un paio di cuffie bluetooth, ma solo in alcuni Paesi e non in Italia – o registrare note vocali.

Peccato infine che non ci siano alcune caratteristiche presenti su altri dispositivi di fascia alta della famiglia Kindle, come l’opzione per avere la connettività cellular in aggiunta a quella wi-fi, la certificazione IPX8 e la ricarica wireless. Bisogna anche dire che, con 12 settimane dichiarate di durata della batteria leggendo mezz’ora al giorno oppure 3 settimane scrivendo sempre per trenta minuti, le modalità di ricarica sono un aspetto su cui si può passare sopra senza troppi patemi d’animo.

IN CONCLUSIONE

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Kindle Scribe parte da un prezzo di 369 euro per la versione da 16GB con la penna standard. Per 30 euro in più, a 399 euro, si può avere lo stesso modello ma con penna premium: è la configurazione testata e quella che vi consiglio, visto che l’esperienza di scrittura risulta più pratica e piacevole per un sovrapprezzo tutto sommato contenuto. Scegliere la versione da 32GB, venduta a 419 euro, o quella da 64GB, a 449 euro, dipende molto dalla quantità di libri, file e documenti che volete tenere salvati sul dispositivo ma per la maggior parte degli utenti basterà il modello con un po’ di memoria in meno.

Detto del prezzo resta da capire a chi è indirizzato questo nuovo arrivato della famiglia Kindle. Certamente l’esperienza di lettura è molto piacevole grazie alle qualità dei pannelli montati dagli e-book reader di Amazon e, in questo caso specifico, dalle dimensioni generose dello schermo, ma l’ingombro e il peso lo rendono decisamente meno comodo rispetto ad esempio al nuovo Paperwhite o al Kindle 2022. Il consiglio è quindi di prenderlo in considerazione qualora si avesse la necessità di scrivere molto e lo si desideri fare con un prodotto che certamente si distingue per qualità della risposta al tocco della penna e del software utile a ordinare le note.

Ci sono ancora alcuni difetti di gioventù e in generale la linea Kindle non si distingue per soluzioni di design e materiali ricercati, ma tutto quello che serve è stato inserito e la presenza di una serie di servizi complementari, come Amazon Prime Reading e Kindle Unlimited, aggiungono sicuramente valore alla proposizione del prodotto.

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