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La Joya


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A caccia della riscossa. La Juventus torna in campo dopo la cocente delusione della Supercoppa, sfumata all’ultimo secondo di una partita tiratissima, con la consapevolezza di dover resettare tutto e ripartire con una vittoria, tanto più in un turno che vedrà l’Atalanta affrontare la capolista Inter. L’avversario odierno è l’Udinese di Cioffi (ore 20.45), in grande difficoltà per via del Covid ma già capace di fermare la Signora nella sfida d’andata: quel giorno c’era ancora un certo Cristiano Ronaldo, seppur in panchina, e il suo gol annullato per un fuorigioco di pochi centimetri ha probabilmente avuto l’effetto di una sliding door.

La rincorsa Champions comunque passa da partite come queste e i bianconeri, fino a mercoledì forti di una striscia di otto risultati utili consecutivi, hanno tutte le carte in regola per completarla, anche perché il Napoli non sta certo attraversando un periodo positivo. Molto però dipende dal rendimento con le piccole, sin qui vero tallone d’Achille di una squadra che, paradossalmente, fa più bella figura quando si alza l’asticella. Questione mentale, ma anche tecnica: con le grandi ci si può “limitare” alla sola difesa e contropiede, con le provinciali invece bisogna costruire gioco e lì vengono fuori le magagne di un gruppo molto lontano dai fasti del passato, specialmente a centrocampo e in attacco.

“Non è questione di reagire, il campionato è un’altra cosa rispetto alla Supercoppa – il pensiero di Allegri – Affrontiamo una squadra molto fisica e brava a difendersi, ci serviranno pazienza, tecnica e lucidità. Vogliamo invertire la tendenza con le piccole, è questo lo step che ci serve per migliorare”. Il clima, nonostante la sconfitta di mercoledì, è abbastanza positivo, anche se c’è la grana Dybala con cui fare i conti. L’argentino, come spiegato ieri, non sembra più intenzionato a rinnovare il contratto, tanto che l’Inter di Marotta ci sta facendo più di un pensiero: situazione difficile da gestire ma con cui bisognerà convivere, almeno fino a quando non verranno prese decisioni definitive, in un senso o nell’altro.

“A queste cose pensa la società, certi discorsi non mi riguardano – ha glissato il tecnico bianconero -. Dal punto di vista tecnico però posso dire che Paulo l’ho cresciuto, quando è arrivato da Palermo era un bambino, oggi invece è un giocatore straordinario. Può darci tanto, nella seconda parte di stagione ci aspettiamo molto da lui, sia in fase realizzativa che di prestazioni: è un grande calciatore”. Max, insomma, vota Dybala, pur senza imporre nessun ultimatum, in perfetta sintonia con il suo personaggio.

La testa, del resto, è rivolta anzitutto all’Udinese, che la Signora dovrà affrontare senza Chiesa e Bonucci, quest’ultimo vittima di un risentimento muscolare che lo terrà ai box fino a dopo la sosta. Il 4-2-3-1 odierno vedrà così Szczesny in porta, Cuadrado, De Ligt, Rugani e Pellegrini in difesa, Bentancur e Locatelli a centrocampo, Kulusevski, Dybala e McKennie alle spalle dell’unica punta Morata. Consueto 3-5-2 invece per Cioffi, che risponderà con Silvestri tra i pali, Perez, Nuytinck e Zeegelaar nel reparto arretrato, Soppy, Arslan, Walace, Makengo e Udogie in mediana, Deulofeu e Beto in attacco.

L’altra sfida delicata di questo sabato è quella dell’Arechi, dove la Salernitana del neopresidente Iervolino affronterà la Lazio di Lotito, ex patron proprio dei granata. Match carico di significato, dunque, anche perché le tensioni con il numero uno biancoceleste, com’è ovvio che sia, non sono certo finite nel dimenticatoio. La squadra di Colantuono, in attesa di sapere cosa riserverà l’immediato futuro (a breve arriverà Sabatini, con probabili ripercussioni sia sull’allenatore che su buona parte della rosa), vuole dare continuità al bel successo di Verona, che ha risvegliato le speranze di salvezza. La Lazio invece deve riscattare un inizio d’anno davvero brutto: il pareggio con l’Empoli e la sconfitta di Milano, infatti, mal si conciliano con le ambizioni europee di una squadra costruita per stare in alto, e invece ridotta a un triste ottavo posto.

Partita che si preannuncia interessante e tutt’altro che scontata, con Sarri deciso ad affidarsi al solito 4-3-3 con Strakosha in porta, Lazzari, Luiz Felipe, Patric e Marusic in difesa, Milinkovic-Savic, Cataldi e Luis Alberto a centrocampo, Pedro, Immobile e Zaccagni in attacco. Colantuono, ancora alle prese con diversi assenti per Covid (Ribery su tutti) e sotto gli occhi attenti di Iervolino (prima all’Arechi per lui), risponderà con un 4-4-1-1 con Belec tra i pali, Zortea, Delli Carri, Veseli e Ranieri nel reparto arretrato, Kechrida, Di Tacchio, Schiavone Kastanos e Obi in mediana, Kastanos a supporto dell’unica punta Djuric.