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Nasceva oggi, nel 1929, Jacques Brel, compositore, cantautore, attore e poeta belga di lingua francese. Fu noto al grande pubblico per la sua partecipazione nel 1969 al film Mio Zio Beniamino, l’uomo dal mantello rosso, nel ruolo principale e per il film Le Far-West che diresse e che ha ricevuto la candidatura alla Palma D’Oro del Festival di Cannes nel 1973.  

I film di Jacques Brel

Dieci sono i film recitati e talvolta scritti da Jacques Brel. Nel 1967 Brel iniziò la sua carriera d’attore cinematografico, apparendo nel film Les Risques du métier di André Cayatte. Nel 1968 apparve nel suo secondo film, La Bande à Bonnot, diretto da Philippe Fourastié. Il film era ambientato a Parigi nel 1911 e Brel vestiva i panni di un anarchico ed ex galeotto, Raymond-la-Science. Nel 1969 recitò nel suo terzo film, Mon oncle Benjamin, diretto da Edouard Molinaro, e di cui produsse anche la colonna sonora. Il film era ambientato nel 1750 durante il regno di Luigi XV. Brel recitava nel ruolo di un dottore chiamato Benjamin, il quale si innamorava della figlia di un locandiere.

Nel 1970 apparve nel suo quarto film, Mont-Dragon, diretto da Jean Valère. Brel vestiva i panni di un soldato chiamato Georges Dormond. Nel 1971 apparve nel suo quinto film, Franz, il primo film diretto da lui stesso. Ne scrisse anche la sceneggiatura, insieme a Paul Andréota, e ne compose la colonna sonora. Sempre nel 1971 recitò nel suo sesto film, Inchiesta su un delitto della polizia (titolo originale Les Assassins de l’ordre), diretto da Marcel Carné con la famosa attrice italiana Paola Pitagora.

Nel 1972 Brel apparve nel suo settimo film, L’avventura è l’avventura (titolo originale L’aventure, c’est l’aventure), diretto da Claude Lelouch. Il film uscì il 4 maggio 1972 e divenne un grande successo al botteghino. Sempre del 1972 recitò nel suo ottavo film, Le Bar de la Fourche, recitando la parte di un ubriacone amante della libertà e delle donne. Nel 1973 Brel apparve nel suo nono film, Le Far-West, il secondo lungometraggio da lui diretto. Il plot narrativo del film vedeva Jacques, un quarantenne di Bruxelles, entrare in possesso di un potere magico, donatogli da un fachiro prima di morire. Ancora nel 1973 fu la volta del suo decimo e ultimo film, Il rompiballe (titolo originale L’Emmerdeur), diretto da Edouard Molinaro e con l’attore italiano Lino Ventura

Le canzoni di Jacques Brel

Sebbene Brel si fosse dedicato alla cinematografia, numerose furono le sue canzoni che portarono al successo anche cantanti stranieri che ne hanno riadattato le parole o ricavatone traduzioni, specialmente cantanti italiani. Tra gli artisti che in Italia hanno interpretato le sue canzoni ricordiamo in particolare Duilio Del Prete, Gipo Farassino, Giorgio Gaber, Dori Ghezzi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Gigliola Cinquetti, Patty Pravo, Ornella Vanoni e Franco Battiato. Traduzioni delle sue canzoni (famosa è Ne me quitte pas in inglese con il titolo di If you go away) in italiano, inglese, emiliano, corso, tedesco sono state eseguite da David Bowie (Amsterdam), Gino Paoli, Patty Pravo, Dalida (Non andare via), Franco Califano (Ne me quitte pas in francese), e dal salsero colombiano Yuri Buenaventura che l’ha inserita nel suo disco Herencia Africana del 1996.

Come non ricordare poi “Nun me romper er cà” del mitico comico romano Gigi Proietti. Nel suo celebre sketch Il cantante di night club prendeva affettuosamente in giro Ne me quitte pas, facendo diventare la parodia un cult della sua carriera. 

Ricordiamo con le sue stesse parole, l’estro artistico di questo poliedrico artista ma soprattutto uomo dolce e fragile:

“La tenerezza svanisce poco a poco, e il dramma è che non viene rimpiazzata da niente. Le donne, in particolare, non sono più tenere come una volta. L’amore è un’espressione della passione. La tenerezza è un’altra cosa. La passione sparisce da un giorno all’altro, mentre la tenerezza è immutabile. E’ un dato di fatto. Io ho l’impressione di essere nato tenero”.

Francesca Orazi

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L’articolo Jacques Brel, i film e le canzoni proviene da Metropolitan Magazine.