Israele, caos sul piano Giustizia: scontri nella notte

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È caos in Israele per la contestata riforma della Giustizia prevista dal governo Netanyahu. Migliaia di persone sono scese in strada per bloccare ponti, piazze, autostrade. Sventolando bandiere israeliane che riportano la scritta “democrazia”. Le proteste sono scoppiate domenica intorno alla mezzanotte e sono andate avanti per almeno tre ore. Accesi numerosi fuochi che hanno oscurato alcuni degli iconici grattacieli della città. Manifestazioni si sono registrate a Tel Aviv come ad Haifa e Gerusalemme. Dove migliaia di persone si sono radunate sotto l’abitazione privata di Netanyahu. La polizia ha risposto con cariche e getti d’acqua da idranti sulla folla.

La crisi politica che sta vivendo Israele ha portato anche al siluramento del ministro della Difesa, Yoav Gallant, che si era opposto alla controversa riforma della Giustizia. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha esortato il governo a fermare la revisione giudiziaria, dopo che gli oppositori del piano sono scesi in piazza durante la notte. Herzog chiede al governo di congelare la riforma giudiziaria. I leader della protesta anti-riforma affermano che oggi alle 14 si terrà una manifestazione di massa davanti la Knesset, a Gerusalemme. “Non permetteremo alcun compromesso che danneggi l’indipendenza della Corte Suprema”, dicono. Un corteo di protesta che potrebbe diventare dunque una manifestazione per la vittoria.

“Siamo profondamente preoccupati per gli sviluppi in corso in Israele, compreso il potenziale impatto sulla capacità di reazione militare sollevato dal ministro della difesa Yoav Gallant, che sottolinea ulteriormente l’urgente necessità di un compromesso”, ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa John Kirby commentando il licenziamento da parte del premier Netanyahu del ministro, ‘reo’ di aver chiesto di congelare la riforma giudiziaria che sta spaccando Israele. Come il presidente ha recentemente discusso con Netanyahu direttamente, i valori democratici sono sempre stati, e devono rimanere, un segno distintivo delle relazioni Usa-Israele”, ha aggiunto il portavoce.

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