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Qualche giorno fa, una delle principali realtà industriali delle Marche (impatto diretto sul PIL regionale per produzione di circa il 2%) e dell’Italia, con farmaci destinati al mercato mondiale, ha compiuto 50 anni. E’ il sito produttivo di Pfizer, ed è guidato da una donna, Rossella Bruni.

I numeri parlano di un ruolo di primissimo piano nella manifattura dei farmaci, con 130 milioni di confezioni e circa 4 miliardi di compresse/capsule all’anno di medicinali per la cura di malattie oncologiche, cardiovascolari e del sistema nervoso centrale, oltre che per quelle infiammatorie.  Basti pensare che lo stabilimento è l’unico fornitore globale di sunitinib, farmaco oncologico per il trattamento di tumori gastrointestinali e del rene.

Ma non basta. Pfizer ha selezionato lo stabilimento di Ascoli Piceno, insieme a quello di Friburgo in Germania e Newbridge in Irlanda, come uno dei principali siti di produzione e confezionamento del farmaco antivirale orale contro il Covid-19, Paxlovid. Il sito si occupa, quindi, una volta ricevuto il principio attivo, di portare avanti il processo di produzione delle compresse e di confezionamento, per poi distribuire il trattamento in tutto il mondo.

Una donna alla guida di una realtà tanto complessa

Oltre 900 persone, più l’indotto. Con un impatto significativo sulla popolazione di Ascoli e aree vicine. E’ questa la realtà del sito produttivo.

A condurlo è Rossella Bruni, Direttore e Amministratore Delegato dello stabilimento Pfizer di Ascoli. Ha iniziato a lavorare in Pfizer ben 22 anni fa, nel lontano 2000, con uno stage post-laurea nello stabilimento di Ascoli Piceno, nel ruolo di Technical Services Project Manager. Poi, forte della sua laurea in Chimica Farmaceutica e di un percorso professionale di grande livello, ha assunto in azienda ruoli, con professionalità e responsabilità crescenti. Fino a diventare nel 2022 site leader e amministratore delegato del polo produttivo Pfizer di Ascoli Piceno.

Rossella incarna un percorso di crescita e sviluppo professionale che rientra pienamente nell’ottica di attenzione a Diversità, Equità ed Inclusione che è parte del DNA del Gruppo farmaceutico. E, come racconta, non ha certo rinunciato alle sue passioni, lo sci, il giardinaggio, il tempo da dedicare a famiglia ed amici.

Crescita personale e di team

“Nei 22 anni di esperienza in azienda ho visto un’attenzione sempre crescente rispetto al valore della diversità e allo sviluppo delle donne, guidata da una strategia chiara e strutturata attraverso programmi di sviluppo delle competenze, attività di mentorship con leader globali dedicati alle donne e  programmi di formazione manageriale, ma anche attraverso politiche aziendali volte a migliorare il work/like balance, cioè l’equilibrio tra lavoro e vita privata come lo smart working, implementato già in tempi pre-Covid – racconta la Bruni Rossella.  Il risultato concreto di questa evoluzione si traduce anche nei numeri. Nel 2000 in azienda non c’erano donne nel board dei Dirigenti ed il numero di donne in ruoli di gestione (supervisori, capi reparto e manager) era al di sotto del 15%.  Oggi la presenza di donne Dirigenti è passata dallo 0 al 35%, quello di donne people leader dal 15 circa al 30%”.

Attenzione allo sviluppo di ogni persona

La vera forza del sito produttivo di Ascoli, in ogni caso, è rappresentata dalle persone. Ad ognuno dei quasi 1000 collaboratori viene assicurato un percorso che rispetti i principi di Diversity, Equity e Inclusion, alla base delle strategie di Pfizer.

“La Diversity è rappresentata dal principio che tutte le diversità visibili ed invisibili rendono unica ogni persona, siano esse differenze demografiche, di identità, di esperienze o di idee – racconta la manager. L’equità si traduce nell’assicurare che tutte le persone siano ascoltate e prese in considerazione. L’inclusione nel comprendere e valorizzare le unicità”. Tutto questo porta allo sviluppo di una cultura aziendale inclusiva ed una strategia fortemente allineata a questi principi. “Il valore delle diversità, ad esempio, si rileva chiaramente nelle nostre strategie di recruiting e di sviluppo di carriera, con obiettivi specifici come quello di garantire almeno il 50% di donne in caso di nuove assunzioni, opportunità di esperienze trasversali e mentorship con attenzione alla parità di genere e programmi dedicati ai rifugiati” – segnala la Bruni. “Sosteniamo un progetto di collaborazione con le scuole del territorio per favorire l’interesse delle ragazze verso ambiti professionali considerati tradizionalmente maschili, portando la testimonianza delle donne che in azienda occupano ruoli di responsabilità in tutte le funzioni, dalla qualità alla produzione, dalla manutenzione alla logistica fino a ruoli direzionali. Supportiamo inoltre iniziative per valorizzare le disabilità (da leggere come diverse abilità) rispetto alle opportunità di impiego in azienda”.

Il rispetto per l’ambiente

“Pfizer è oggi leader tra le aziende biofarmaceutiche mondiali, presente in oltre 120 paesi.  E lo stabilimento è una stella che brilla nel firmamento della produzione farmaceutica. E’ stato scelto come sito di produzione e confezionamento dell’antivirale anti-Covid 19 per il contenuto tecnologico del sito, l’elevata professionalità delle persone che ci lavorano, la capacità dimostrata negli anni di garantire in maniera estremamente affidabile la fornitura di farmaci in tutto il mondo, prodotti con elevati standard di qualità e di attenzione per l’ambiente. La sostenibilità ambientale è, infatti, uno dei punti fermi di Pfizer, che ha l’obiettivo di diventare ‘carbon free’ entro il 2030, attraverso la riduzione del consumo di energia, il recupero e la riduzione dei rifiuti, la salvaguardia di acqua, aria e suolo e la sensibilizzazione di dipendenti e fornitori. “Nel nostro sito – conclude Bruni – abbiamo attivato progetti di sviluppo sostenibile e conservazione energetica che operano sul recupero dell’energia, sull’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e sull’efficientamento energetico”.

Il risultato di queste azioni si legge nei numeri: si risparmiano circa 4.000 tonnellate di CO2 ogni anno. In pratica è come se l’impianto di Ascoli Piceno fornisse elettricità pulita, tutto l’anno, a 180 famiglie. Oppure come se ogni giorno fossero rimosse 2.000 auto che girano in città. O ancora, alla messa a terra di oltre 80.000 alberi.

Con il supporto non condizionato di Pfizer