il-trend-del-gin-tonic-spiegato-bene-(partendo-dalla-tonica)

C’è stato un tempo in cui lo strapotere del gin tonic è stato messo in discussione. «Arriveranno altre mode», dicevano i ben informati. «Ora è il momento del grande ritorno del Negroni», asserivano convinti i barman internazionali. Eppure la verità è che il trend del gin tonic, almeno in Italia, gode ancora di grandissima salute. A confermarlo è anche Filippo Colombo, country manager di Fever Tree, che sul gin tonic ha costruito una filosofia commerciale, basata grossomodo sul fatto che se gli intenditori ormai cercano gin sempre più particolari, ricercati e strani, allo stesso modo dovrebbe funzionare per la tonica. 

 «Siamo partiti esattamente da qui», conferma Filippo Colombo.  «E cioè dal presupposto che, alla fine, i tre quarti di un gin tonic sono rappresentati dalla tonica. Quindi, il ruolo della tonica è fondamentale: i diversi tipi di gin si diffondo a macchia d’olio in tutta Europa, e quando si spende per una buona bottiglia bisogna abbinarci una tonica adeguata, di livello». 

I segreti di un buon gin tonic at home

A ogni gin la sua tonica, insomma, perché anche quando si beve a casa i dettagli possono fare la differenza. «Il trend legato al gin tonic è sempre più forte, almeno in Italia, e credo che terrà per almeno altri tre o cinque anni, continuando a crescere», afferma il manager di Fever Tree. «Ma all’interno di questa tendenza c’è un microcosmo in espansione: quello del gin tonic fatto a casa». Sempre più italiani scelgono di bere un buon cocktail non soltanto quando capitano in un bar, ma anche in un dopocena con amici o in coppia, nella tranquillità di casa propria.«È un segmento per noi molto importante», conferma Filippo Colombo, «fatto di persone a cui piace bere bene e che vogliono scegliere una tonica di fascia alta da abbinare al loro gin. Non solo: tra i segreti per fare un buon gin tonic a casa c’è anche l’utilizzo di un ghiaccio di qualità. Quantitativamente la scelta perfetta sarebbe quella di colmare il bicchiere di ghiaccio, per mantenere il cocktail fresco, gasato e non diluito. Insomma, avere una quantità omogenea in tutto il bicchiere, che non annacqui il drink con qualche cubetto che si sciolga velocemente». «Qualitativamente, invece, i barman consigliano ad esempio i bollire l’acqua prima di metterla nelle formine. È possibile comunque trovare in commercio del ghiaccio pensato apposta per i cocktail: quella è la scelta più semplice e più adatta alla miscelazione a casa». 

Quale tonica usare?