il-rapporto-finale-su-capitol-hill:-«cosi-trump-ha-cercato-di-sabotare-l'esito-delle-elezioni»

Il Comitato ristretto della Camera Usa ha pubblicato il suo rapporto finale sull‘insurrezione del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill. Il dossier di 845 pagine accusa l’ex presidente Donald Trump di aver cercato di ribaltare l’esito delle elezioni presidenziali del 2020. E ha «supervisionato» il tentativo di presentare le false liste di elettori in sette stati. Secondo la commissione Trump si è impegnato attivamente per «trasmettere false schede elettorali del Collegio elettorale al Congresso e agli archivi nazionali». Nonostante i suoi avvocati lo avessero avvertito che era illegale.


Il rapporto si basa su un migliaio di interviste e documenti come email, messaggi, tabulati telefonici. Dopo un anno e mezzo di indagini con 11 audizione pubbliche la commissione ha chiesto che Trump venga incriminato per aver «incitato, assistito e sostenuto» una insurrezione. La deputata democratica Bennie Thompson, una dei membri della commissione, ha detto che Trump «ha perso le elezioni del 2020 e lo sapeva. Ma ha scelto di tentare di restare in carica attraverso un piano articolato per ribaltare il risultato. E bloccare il trasferimento dei poteri. Alla fine, ha sollevato la folla a Washington pur sapendo che era armata e alterata, l’ha indirizzata al Campidoglio e l’ha incitata a combattere furiosamente. Su questo non c’è dubbio».


I repubblicani hanno pubblicato un contro-rapporto stilato da una commissione ombra composta da cinque eletti del partito. Tra cui Kevin McCarthy, Jim Banks e Jim Jordan. Nei confronti degli ultimi due Nancy Pelosi ha opposto il veto personale alla partecipazione alla commissione. Nella difesa di Trump del Gop si sottolinea che l’ex presidente ha fatto appelli alla calma nei confronti della folla di Capitol Hill. E che invece il responsabile della sicurezza del Campidoglio ha chiesto di rafforzare la sicurezza in più occasioni. Senza ottenere l’autorizzazione.

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