“Il mucchio selvaggio”, uno dei migliori western di tutti i tempi: Sam Peckinpah al suo massimo

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Giorgio Carbone

Giorgio Carbone

Nato a Tortona (Al) il 19 dicembre 1941. Laureato in giurisprudenza a Pavia. Giornalista dal 1971. Per 45 anni coniugato all’attrice Ida Meda. Due figli. Critico cinematografico (titolare) per “La Notte” dal 1971 al 1995. Per “Libero” dal 2000 a oggi. Autore di tre dizionari: Dizionario dei film (dal 1978 al 1990); Tutti i film (dal 1991 al 1999); Dizionario della tv (1993).

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IL MUCCHIO SELVAGGIO


Iris ore 23


Con William Holden, Ernest Borgnine, Robert Ryan. Regia di Sam Peckinpah. Produzione USA 1969. Durata: 2 ore e 14 minuti

LA TRAMA


Una banda di fuorilegge americani, scampata a un massacro nel Texas ripara in Messico dove è in atto la revolucion di Pancho Villa. I fuorilegge s’accordano con i soldati regolari e rubano un carico d’armi destinato ai dorados di Villa.  Uno dei fuorilegge però tiene per i dorados e imbosca una parte del carico. I regulares però lo scoprono, lo torturano e lo uccidono. I compagni lo vendicano. Ma muoiono tutti nella strage finale.

PERCHÈ VEDERLO


Perché è uno dei più bei western di tutti i tempi. Sam Peckinpah allora era al suo massimo. Le sparatorie  iniziali e finali fecero nel 1969 saltare il pubblico sulle poltrone: Mai il western era stato così violento, barocco e disperato.