Il finale di Equinox, spiegato

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Ecco come finisce Equinox

Come finisce Equinox? La serie danese tratta dal podcast Equinox 1985 ha esordito su Netflix mercoledì 30 dicembre. Come si conclude la vicenda di Astrid (Dana Curcic), alla disperata ricerca di risposte?

Ecco tutto quello che succede nel sesto e ultimo episodio della prima stagione intitolato da “Il sangue scorre nelle vene”.

ATTENZIONE: quello che segue è la spiegazione integrale del finale della prima stagione di Equinox e include grossi spoiler su tutto quello che succede. Se non avete ancora concluso la visione della prima stagione o non volete guastarvi le sorprese, vi consigliamo di non proseguire la lettura. Se invece volete scoprire come finisce Equinox, subito dopo l’immagine troverete tutta la spiegazione completa.

La premessa di Equinox è questa: a Copenhagen, nel 1999, un bus sul quale viaggiavano ventuno diplomati intenti a festeggiare la fine degli esami di maturità viene ritrovato senza i suoi passeggeri a bordo.

Tra questi anche Ida (Karoline Hamm), la sorella di Astrid (Danica Curcic), che dopo vent’anni è ancora perseguitata dalla sua scomparsa. Il giorno in cui scomparve, Ida sembrava triste e alquanto rassegnata, mentre sua madre la implorava di restare a casa e di non prendere parte ai festeggiamenti.

I sopravvissuti a quell’evento furono quattro: i tre amici di Ida, Falke Gravesen (Ask Truelsen), Jakob Skipper (August Carter) e Amelia Geisler (Fanny Bornedal), e l’autista Torben Brink (Peder Holm Johansen). Al tempo i giovani riferirono agli inquirenti che, quando il pulmino frenò improvvisamente, tutti i loro compagni di classe erano scomparsi.

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Quando Jakob telefona al programma radiofonico condotto da Astrid, vent’anni dopo, la donna sembra ripiombare nella desolazione di quando era bambina. “Nulla scompare del tutto” dice Jakob, che aggiunge: “C’è un’altra realtà oltre a quella in cui siamo”.

Tanto basta ad Astrid per lasciare l’isola di Bornholm, dove si è trasferita e dove vive anche l’ex marito di lei David (Zaki Nobel Mehabil) e loro figlia Vera, per tornare a Copenhagen con la scusa di realizzare una puntata del programma sulla sparizione degli studenti del 1999.

Da sinistra: Astrid (Dana Curcic) e la madre Lene (Hanne Hedelund) in una scena di Equinox. Credits: Tine Harden/Netflix.
Da sinistra: Astrid (Dana Curcic) e la madre Lene (Hanne Hedelund) in una scena di Equinox. Credits: Tine Harden/Netflix.

Appoggiandosi a casa del padre Dennis (Lars Brygmann), Astrid risale al fratello di Jakob, Mathias ( Rasmus Hammerich), il quale giura di non sapere dove si trovi. Una visione di Astrid le preannuncerà il disastro: Jakob si è suicidato gettandosi nel vuoto.

Con Amelia irreperibile e Jakob fuori dai giochi, Astrid si rivolgerà all’autista Torben, il quale, alla vista di una foto di classe dei giovani scomparsi ritratti insieme al professor Henrik (Alexandre Willaume), finisce per cadere in preda alle convulsioni.

Henrik emergerà come la figura centrale della serie. L’apparentemente mite insegnante del liceo frequentato da Ida, Jakob, Falke e Amelia è in realtà il Cyning, ovvero la divinità sulla quale è incentrata il culto del Lepusman nonché colui che ha scritto il Grimorio.

Fu proprio a Henrik che Jakob rubò il libro contenente le sei profezie, ciascuna delle quali finì per realizzarsi. Dopo aver intessuto una relazione con Ida, Jakob e Falke convinsero lei e Amelia ad andare sull’isola indicata nel Grimorio per prendere parte al rito dell’Equinozio di Primavera.

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Al centro di tutto questo c’è la mitologia del culto animistico del Lepusman, risalente almeno a quattordicimila anni prima e fortemente diffuso in Danimarca. La creatura antropomorfa, un uomo dal volto di coniglio, si ricollega alla figura di Ostara, la dea che si sacrificò perché la vita si rinnovasse anno dopo anno.

Questo è riassunto dal simbolo di Ostara, che raffigura ciclo della vita, e unisce i quattro punti (equinozio primavera, solstizio estate, equinozio autunno, solstizio inverno) che rappresentano le fasi della vita.

Viola Martisen in Equinox. Credits: Tine Harden/Netflix.
La piccola Astrid (Viola Martisen) in Equinox. Credits: Tine Harden/Netflix.

L’evento più importante è l’equinozio di primavera: il 21 marzo si apre portale con altri mondi, e gli dei si manifestano per ottenere ciò che spetta loro. Si trattava di rituale di fertilitàmolto violento, secondo il quale i bambini concepiti in concomitanza dell’equinozio primavera erano i figli dell’equinozio, al quale erano conferiti poteri speciali.

Ida si ritrova in mano la pietra col simbolo di Ostara che la designa a sacrificio dell’Equinozio di primavera del 1999, e di sua volontà acconsente ad adagiarsi sulla pietra per consumare un rapporto ritualistico con il Lepusman di fronte agli occhi di Jakob, visibilmente geloso.

Da quel rapporto Ida resterà incinta, e oltre a dover soffrire l’indifferenza e l’ostracismo a scuola di Amelia, che se la fa alle sue spalle con Jakob, di quest’ultimo e di Falke, si ritrova anche a fare i conti con la gravidanza inaspettata. La madre Lene (Hanne Hedelund) cerca di convincerla a tenere il bambino, ma Ida è ignara delle sue vere intenzioni.

Senza più nessuno a cui potersi rivolgere, Ida ritroverà in Henrik un appoggio, ma sarà disgustata dall’apprendere che Henrik era l’uomo che indossava il copricapo del Lepusman, la notte del rituale. In poche parole, Ida è rimasta incinta di Henrik.

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Successivamente, Ida riuscì ad abortire senza farne parola a nessuno: quando la madre lo scoprirà andrà su tutte le furie, accusandola di non sapere quello che ha innescato. Lo scoprirà Astrid, che metterà la madre alle strette.

Molti anni prima, Lene aveva stretto un patto con il Cyning poiché non riusciva a rimanere incinta: se la divinità le avesse dato una figlia, lei avrebbe rinunciato a quest’ultima al compimento del suo diciottesimo anno di età. Lene successivamente cambiò i termini dell’accordo, offrendo al suo posto il primogenito di sua figlia. “Devi restare qui, lui vuole il sacrificio promesso”: questa è la preghiera di Lene a Ida, la quale non sembra volerle prestare ascolto.

Abortendo, Ida è inconsapevolmente venuta meno alla promessa che sua madre Lene aveva fatto al Cyning facendo andare la divinità su tutte le furie. Per questa ragione, la fatidica notte della sparizione, fu Henrik ad apparire in mezzo alla strada, costringendo il bus a frenare bruscamente.

Il bus degli studenti scomparsi nel 1999. Credits: Tine Harden/Netflix.
Il bus degli studenti scomparsi nel 1999. Credits: Tine Harden/Netflix.

Per ripicca nei confronti di Ida, Henrik prese lei e i suoi compagni, intrappolandoli nella dimensione contraddistinta dalla nebbia arancione che Astrid è stata in grado di esplorare sin da quando era bambina. I diplomati sono intrappolati negli arbusti di questo mondo, con i volti che emergono dai tronchi.

Dei poteri paranormali di Astrid, sua madre era al corrente: per questo spronò in diverse occasioni la bambina ad avventurarsi nella grotta, convinta che potesse salvare Ida dalla morsa del Cyning. Il padre di Astrid, invece, ha sempre voluto medicare la figlia, convinto che il suo fosse stress post-traumatico dovuto alla perdita di Ida.

Astrid e Ida, tuttavia, sono davvero sorelle: entrambe figlie dell’Equinozio di primavera, furono “Un dono”, così lo definisce Lene. Il sangue di Ida, cioè quello di Ostara, scorre anche nelle vene di Astrid.

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Grazie all’aiuto di Falke (Joen Højerslev) che finirà per suicidarsi, Astrid recupera il Grimorio da Cybelle (Maria Rossing) cioè Amelia nella comunità che ha fondato in Romania chiamata Marrakech, in onore del luogo che lei e Ida sognavano di visitare da giovani.

Ostara scorre nel sangue”: il ciclo si ripete ogni ventun anni, e Astrid capisce che è giunto il suo momento. Per questo motivo fugge dall’istituto psichiatrico dove David e Dennis avevano cercato di farla ricoverate, convinti che la sua ricerca della verità sia solo un esaurimento nervoso.

Giunta nell’isola dove trovò la casa di Henrik pochi giorni prima, Astrid è sbalordita nel ritrovarsi di fronte ad un rudere. Più che della sua immaginazione, o era frutto dei poteri soprannaturali di un’entità più grande di lei. “Dona la tua vita adesso. Ciò a cui rinunceresti con riluttanza, donala liberamente o tutti soffriranno”: Astrid raggiunge con un’imbarcazione l’isola del rituale in occasione del 21 marzo.

Ad attenderla vicino all’altare sacrificale c’è Henrik, che la fissa con uno sguardo complice. Il Cyning è giunto a riscuotere ciò che gli spetta.

Vestita di bianco, Astrid raggiunge la riva dell’isola. In mezzo alla nebbia si staglia la figura di Ida: le due sorelle si abbracciano teneramente dopo essere state separate per ventun anni. Ida conduce Astrid per mano verso il Lepusman, che le attende poco lontano. Le sorelle scompaiono avvolte nella coltre, avendo finalmente esaudito la promessa che loro madre fece alla divinità molti anni prima.

Nel frattempo, gli studenti scomparsi, ovvero i diplomati che insieme a Ida, Jakob, Amelia e Falke svanirono dal bus quella fatidica notte del 1999, riappaiono in mezzo ad un campo di grano.

Il Cyning li ha liberati, adesso che ha ottenuto ciò che desiderava: il sacrificio di Ostara, il cui sangue scorre nelle vene sia di Ida che di Astrid.

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