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L’atleta si era espresso esplicitamente contro la repressione delle proteste

Antonio Lamorte — 24 Novembre 2022

Foto da Youtube
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Il calciatore iraniano Voria Ghafouri è stato arrestato per “insulto e indebolimento della squadra nazionale di calcio iraniana e propaganda contro la Repubblica islamica”. A confermarlo l’agenzia di stampa Fars. L’arresto, riportato da Iran International, è arrivato dopo l’allenamento del calciatore con la squadra Foolad Khuzestan su decisione dell’Autorità Giudiziaria. Il calciatore, che negli anni passati aveva giocato con la nazionale, non è stato convocato per i Mondiali in Qatar dove la selezione ha protestato contro la repressione delle proteste non cantando l’inno. Gesto che ha fatto infuriare le autorità di Teheran.

Da metà settembre il Paese è attraversato da proteste, represse anche nella violenza. L’ondata di manifestazioni è stata scatenata dalla morte della 22enne Mahsa Amini, fermata dalla polizia religiosa perché indossava in maniera scorretta il velo e morta durante la detenzione. Per le autorità per un tragico malore, per la famiglia a causa di violenze subite. E così sono esplose le proteste nel Kurdistan iraniano, regione di origine della 22enne, che si sono estese in tutto il Paese. Le immagini delle manifestazioni e i gesti di protesta sono diventati virali in tutto il mondo.

E Ghafouri aveva sostenuto esplicitamente i manifestanti sui social. Aveva anche fatto visita alle famiglie delle vittime a Mahabad, in particolare a membri della minoranza curda. Già a maggio scorso Ghafouri aveva criticato il governo di Teheran per la gestione di proteste scatenate da un improvviso aumento dei prezzi. Da quel momento la sua posizione all’interno della selezione si era complicata. “Sono scioccato: ho parlato con amici a Teheran, Ghafouri è stato arrestato davanti al figlio maggiore, di 10 anni. E la moglie è preoccupatissima, come tutti noi”, ha dichiarato all’Ansa Andrea Stramaccioni, tecnico e commentatore Rai dei mondiali in Qatar 2022.

Ghafouri dal 2015 al 2019 è stato capitano dell’Esteghlal, allenato nel 2019 proprio da Stramaccioni, e ha giocato la coppa d’Asia nel 2015 e nel 2015. Chiedeva lo stop alla repressione violenta, soprattutto nel Kurdistan iraniano, nei suoi ultimi post su Instagram. “Nella Repubblica islamica lo sport è totalmente politico … L’eliminazione degli atleti popolari [che parlano] ha lo scopo di coprire i crimini del governo”, ha scritto una volta in un post su twitter il blogger dissidente Hossein Ronaghi, anche lui detenuto in carcere.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

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