IL BIASIMO DELLA POLITICA CONTRO LEOLIGARCHIE DIGITALI

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IL BIASIMO DELLA POLITICA CONTRO LE

di Adalberto Gianuario

Non si può dire che la rimozione forzata di Donald Trump dai grandi social sia passata inosservata. È ormai da giorni che le cancellerie e i giornali di tutto il mondo si interrogano sulla legittimità della decisione.

Dai media mainstream reazioni eterogenee

Domenica scorsa Gianni Riotta, dalle colonne de “La Stampa“, si era affrettato a dare una lezione di neolingua ai suoi lettori, spiegando che l’operazione di Zuckerberg non era stata censura, bensì “una tardiva azione di autodifesa, per evitare ulteriori tragiche violenze”.

Non tutti però se l’erano sentita di arrivare a una tale giravolta concettuale, ad esempio Roberto Saviano, pur non nascondendo un certo compiacimento per la rimozione di Trump, aveva dovuto riconoscere che la cosa suscitava “più di un interrogativo”.

Prese di posizione più convinte dalla politica

Sono invece arrivate le prese di posizione delle cancellerie europee. È stata Angela Merkel, non certo un’alleata di Trump, ad aprire le danze:

La possibilità di interferire con la libertà di espressione è possibile solo nei limiti delle leggi e non può venire dalla decisione autonoma e opaca di un’impresa privata.

Ha dichiarato la Cancelliera. Subito dopo è arrivato il turno del ministro dell’economia francese Bruno Le Maire, con parole ancora più categoriche: “L’oligarchia digitale è una delle grandi minacce che gravano su Stati e democrazie. “Disapprovazione per l’accaduto è poi stata espressa anche dal leader del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber.

Se politicamente la purga messa in atto dai grandi social si sta rivelando un clamoroso autogol, sul piano finanziario non si può dire che le cose vadano meglio: fin dal giorno in cui è scattata la spedizione punitiva contro il Presidente americano e il suo entourage, le azioni di Facebook e Twitter hanno registrato un tonfo degno di nota: – 6,8 per Twitter, -2,6 per Facebook sul Nasdaq.

Quello che succede nel mondo dei social alternativi

Nel frattempo Andrew Torba, CEO del social network alternativo GAB, che gira su software open source, ha fatto sapere che la sua creatura ha accolto 900mila nuovi utenti solo nelle ultime 48 ore, registrando una delle crescite più rapide nella storia di Internet.

Destino inverso pare sia invece toccato a Parler, il social che fino a pochi giorni fa sembrava l’alternativa più credibile a Twitter, fin quando cioè Amazon non ha spento i suoi server rendendolo irraggiungibile. Poche ore fa Ron, ex amministratore di 8chan e voce molto ascoltata nel mondo dell’internet alternativo, ha fatto sapere che probabilmente tutto il database di Parler, che raccoglieva i dati di 12 milioni di iscritti in tutto il mondo, è andato distrutto.

Si può notare che le vicende degli ultimi giorni, oltre che una pesantissima ipoteca sulla libertà di espressione, pongono anche un serio problema su quello che dovrebbe essere un dogma dell’economia neoliberista: il diritto di impresa e la libera concorrenza.

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Hai guardato il video che racconta tutte le cose che abbiamo fatto, insieme, nel 2020? Bene: quest’anno dev’essere l’anno della svolta. Insieme, dobbiamo arrivare nelle case di tutti gli italiani.

Conosci il vecchio detto “l’unione fa la forza“? Oggi è più attuale che mai: è il solo modo che abbiamo di reagire a un mondo che sappiamo istintivamente essere sbagliato e che vogliamo cambiare, prima che lui cambi noi.

Spegniamo la televisione del dolore e della paura. Accendiamone una nuova, che smetta di trattarci come telespettatori o clienti di una televendita. Una televisione dei cittadini, per i cittadini. Nel 2020, con il vostro aiuto, l’abbiamo fatta nascere, e oggi ci sono App su tutti i dispositivi e ben tre regioni sul digitale terrestre, Lazio, Lombardia e Piemonte. Nel 2021 dobbiamo completare l’opera e coprire l’intero territorio nazionale. Dobbiamo! Non c’è alternativa, lo sai anche tu.

Non importa quanto sembri difficile: nessuno credeva che saremmo arrivati fin qui, senza i soldi delle multinazionali, delle banche, dei governi, dei grandi “filantropi”. E invece… Quindi, dimmi: adesso cosa ci impedisce di compiere anche il prossimo passo? L’unico limite è la nostra volontà. L’unico ostacolo è la nostra convinzione. Con li tuo aiuto possiamo farcela, possiamo arrivare ovunque. Perché tutti insieme siamo un’onda gigantesca. Un’onda che travolge tutto.

Coraggio: metti la tua goccia nel vaso, e facciamolo traboccare!


Claudio Messora

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Con DavveroTV che non riesco a sottoscrivere un abbonamento annuale . 🙁

Grazie per il vostro immenso lavoro e dedizione alla verità è libertà!!!

Grazie per la vostra professionalità, sembrerà banale ma in questi tempi non è scontata.


Grazie ed un abbraccio

LA VERITÀ CI RENDERÀ LIBERI

Grazie per quello che fate.Non mollate!!

Voi con noi, noi con voi!

Siete uno dei pochi mezzi di informazione che seguo, grazie per tenermi aggiornato su fatti che accadeono veramente nel mondo, avanti cosi ragazzi…….