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La transizione energetica che sta attraversando il settore automotive ha portato alla luce diverse problematiche che hanno richiesto la ricerca e lo sviluppo di soluzioni dedicate. La diffusione della mobilità a zero emissioni, infatti, necessita non solo di un’infrastruttura di ricarica distribuita omogenea sul territorio, ma anche di una quantità di energia elettrica sufficiente a garantire nel futuro la ricarica in contemporanea di diversi milioni di veicoli a batteria. Una situazione che potrebbe mettere a rischio la stabilità delle reti elettriche nazionali.

Proprio con l’obiettivo di contribuire ad una gestione più efficiente di tutta la rete elettrica, Hyundai sta portando avanti in Germania e in Olanda due progetti pilota che hanno il compito di valutare l’efficacia dello scambio di energia tra le batterie delle sue Ioniq 5, dotate di un software appositamente sviluppato, e la rete elettrica grazie alla tecnologia Vehicle-to-Everything (V2X).

Dopo aver presentato la ricarica bidirezionale, disponibile sulla Ioniq 5, Hyundai fa così un altro passo in avanti verso una mobilità più sostenibile a 360°. In particolare, la tecnologia V2X si riferisce alla capacità di una vettura a zero emissioni di immagazzinare o restituire energia elettrica alla rete in modo da renderla il più stabile possibile. Se la vettura interagisce con la rete pubblica si parla di V2G (Vehicle-to-Grid) mentre se lo scambio avviene con la rete domestica chiusa si fa riferimento al V2H (Vehicle-to-Home).


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