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AGI

Cacciatori spagnoli uccidono 540 animali in Portogallo, tensione tra i due Paesi

AGI –  Il Portogallo è sotto shock per il massacro di 540 cervi e cinghiali in una zona di caccia al centro del Paese, e accusa 16 cacciatori spagnoli di “crimine ambientale”. Le foto del massacro degli animali selvatici sono state postate e condivise centinaia di volte sui social, suscitando l’ira della popolazione, oltre alle denunce delle autorità e dei difensori dell’ambiente. E ora il caso potrebbe anche trasformarsi in un caso diplomatico tra Portogallo e Spagna.  Per il ministro dell’Ambiente portoghese, l’efferata uccisione di questi animali selvatici rappresenta un gesto “vile” oltre che un “crimine ambientale” da portare in tribunale. La strage a metà dicembre Secondo le informazioni diffuse dai media, il massacro è avvenuto in una fattoria della zona di caccia turistica di Torrebela, vicino ad Azambuja, a circa 40 km dalla capitale portoghese Lisbona, il 17 e 18 dicembre. In quell’area è consentito cacciare singoli animali, ma in questo caso pare sia morta la maggior parte della popolazione di cervi della zona.  “Le segnalazioni e le notizie in nostro possesso sul massacro indiscriminato di animali ci indicano che non ha nulla a che fare con la caccia, intesa come pratica che può contribuire al mantenimento della biodiversità e degli ecosistemi” ha dichiarato il ministro dell’Ambiente portoghese, annunciando l’apertura di un’inchiesta. La fattoria dove si sono svolti i fatti è un’area di 1.100 ettari totalmente recintata e murata, pertanto i 540 animali custoditi al suo interno non hanno potuto fuggire ai loro assassini.

AGI

‘Neverland’ di Michael Jackson svenduto a 22 milioni di dollari

AGI – Il celebre ranch ‘Neverland’ di Michael Jackson, a Los Olivos in California, è stato venduto al miliardario americano Ron Burkle per 22 milioni di dollari, appena un quarto del prezzo richiesto in partenza. A riferire dell’acquisto è stato un portavoce dello stesso Burkle, ex amico del Re del Pop deceduto nel 2009, mentre il Wall Street Journal è risalito alla cifra sborsata dall’investitore.  Un parco divertimenti ispirato a Peter Pan Nel 2015, la proprietà di Jackson, circa 1.100 ettari, era stata valutata 100 milioni di dollari, ma già l’anno scorso era scesa a 31 milioni. Originariamente, nel 1987, Michael Jackson aveva pagato l’enorme ranch 19,5 milioni di dollari e lo aveva ribattezzato ‘Neverland’, in onore dell’isola di Peter Pan dove i bambini non crescono mai, facendone la sua abitazione nel picco della carriera. Di fatto, la proprietà era stata trasformata in un parco divertimenti, con uno zoo e un luna park dove il cantante amava intrattenere bambini e famiglie.  Le accuse di abusi sessuali Tra gli anni ’90 e 2000, ‘Neverland’ diventò l’epicentro di varie inchieste legate alle accuse di abusi sessuali su minori a carico di Jackson. Assolta nel 2005, la pop star non fece mai più ritorno al ranch, che fu venduto poco prima della sua morte, nel 2009, alla Colony Capital di Thomas Barrack Jr.

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Covid, l’appello a Mattarella del medico di famiglia prima di morire

“Sono un medico di medicina generale che dal 24/10/2020 si è ammalato di Covid-19, sono stato ricoverato in ospedale dal 01/11/2020 al 28/11/2020 per una polmonite interstiziale bilaterale, nella mia stanza c’erano altri tre sanitari affetti dallo stesso problema”. “Presidente, da lavoratore, da professionista, Le chiedo se è possibile che ad un operatore sanitario che si contagia di una malattia, perché opera contro tale malattia gli venga detto che il suo male non è da considerarsi infortunio sul lavoro, e, pertanto non ci sarà alcun risarcimento per i danni subiti. Non credo che questo sia giustizia per una categoria così esposta, e così poco tutelata da chi ne aveva il dovere”. Scriveva così Mario Avano, medico di famiglia di Napoli, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, qualche giorno prima di morire di coronavirus.  Il medico, molto noto nel quartiere Barra del capoluogo campano dove aveva il suo studio, rivolgendosi ancora al Capo dello Stato, si diceva quindi “sicuro di un suo interessamento per modificare questa ingiustizia contro una categoria esposta a così alto rischio. La ringrazio da parte di tutti i cittadini che operano nel campo sanitario”. A ricordare la lettera scritta dal collega Avano, è stato il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, nonché segretario nazionale della Federazione italiana dei Medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, sulla chat dei 106 presidenti degli Ordini territoriali.  Avano è morto mentre era in convalescenza dopo essere stato dimesso dal Cardarelli di Napoli. Il medico nella missiva inviata a Mattarella raccontava infatti come “le terapie effettuate presso l’ospedale” “da personale molto qualificato e soprattutto di una umanità che era in sintonia con le terapie, ci ha permesso di ritornare agli affetti familiari, alle nostre case pur con gli esiti di questa malattia così grave”. Una malattia che però non ha risparmiato la sua vita.

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La Lega scende sotto il 24%, risale M5s

AGI – La Lega che scende sotto il 24% al 23,6% (-0,6), Forza Italia in ripresa al 7,4% (+0,3) e M5s che guadagna lo 0,4% al 15,1%. Questa la fotografia della Supermedia settimanale AGI/YouTrend.
I rapporti di forza tra maggioranza e opposizione vedono ancora il centrodestra in vantaggio, ma con uno scostamento a favore della coalizione di Governo che risale di 0,5 punti al 42%.
Perde l’opposizione di centrodestra al 48,3% (-0,4). Stabili Fratelli d’Italia al 16,2%, cosiì come il Pd al 20,6% e Italia Viva (3,1%). 
Supermedia liste
Lega 23,6 (-0,6) PD 20,6 (=) FDI 16,2 (=) M5S 15,1 (+0,4) Forza Italia 7,4 (+0,3) La Sinistra 3,2 (=) Azione 3,2 (=) Italia Viva 3,1 (=) +Europa 2,0 (+0,1) Verdi 1,7 (+0,2)  
Supermedia aree parlamento
Maggioranza di governo 42,0 (+0,5) Opposizione di centrodestra 48,3 (-0,4)  
Supermedia coalizioni pol18
Centrodestra 48,3 (-0,4) Centrosinistra 28,9 (+0,2) M5S 15,1 (+0,4) LeU 3,2 (=) Altri 4,5 (-0,2).

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Perché il fondatore di Alibaba è finito nel mirino del regime cinese

AGI – È l’uomo d’affari più famoso in Cina e, per i suoi connazionali, il simbolo del “self made man”. Ma a 56 anni, Jack Ma deve ora gestire la decisione di Pechino che sembra intenzionato a tagliargli le ali: perché il miliardario, anche quest’anno in cima alla classifica degli uomini più ricchi della Cina, sta affrontando il momento più difficile da quando ha dato il via, nel 1999, alla sua piattaforma di e-commerce Alibaba, e vede erodersi la sua popolarità ai piani alti, e altissimi, della politica nazionale. La decisione di mettere sotto inchiesta per pratiche monopolistiche la più grande azienda di e-commerce del Paese segna l’azione più aggressiva delle autorità di regolamentazione cinesi per mettere la briglia al crescente peso delle aziende tecnologiche cinesi. Dopo l’annuncio di Pechino, oggi le azioni di Alibaba Group Holding Ltd sono crollate di oltre l’8% (8,13%), il più grande calo giornaliero in sei settimane. Ma l’annuncio è soprattutto l’inizio formale della repressione del Partito Comunista contro il gioiello della corona, un gioiello dal dominio tentacolare, che abbraccia tutto, dall’e-commerce alla logistica e ai social media Un pressing che rientra nello sforzo più ampio per frenare una sfera sempre più influente, quella di Internet. Una volta acclamati come motori della prosperità economica e simboli dell’abilità tecnologica del paese, Alibaba e i suoi rivali come Tencent Holdings Ltd. affrontano la crescente pressione perché raccolgono centinaia di milioni di utenti e hanno acquisito influenza su quasi ogni aspetto della vita quotidiana in Cina. L’ascesa del magnate  L’ascesa del miliardario è nota: nato in un ambiente povero, il padre che faticava a mantenere la famiglia, un diploma di maturità fallito due volte, lavori saltuari, fino alla creazione di Alibaba in un appartamento di Hangzhou con pochi soldi presi in prestito da amici. Jack Ma decide di abbandonare la professione di insegnante all’università dopo aver scoperto Internet in un viaggio negli Stati Uniti e aver colto la possibilità offerta alle aziende di scambiare le loro merci on line. Allo stesso modo, coglie subito le potenzialità degli smartphone: con il suo servizio  Alipay  diventa il pioniere dei pagamenti elettronici ‘mobile’. Queste intuizioni gli hanno fatto guadagnare la reputazione di visionario in un Paese dove il contante va scomparendo a favore del pagamento tramite smartphone. Alibaba sbarca in borsa Nel 2006, il decollo della piattaforma di e-commerce di Alibaba, Taobao, costringe l’azienda americana eBay a ritirarsi dal mercato cinese. Il trionfo arriva nel 2014 quando Alibaba si quota in borsa a Wall Street, raccogliendo 25 miliardi di dollari, un record per l’epoca. Il gruppo ripete l’impresa lo scorso anno a Hong Kong, raccogliendo 13 miliardi di dollari. Ma la sua ascesa apparentemente senza limiti riesce a guadagnargli inimicizie ai vertici del regime comunista, con il quale sintetizza i rapporti nel 2007 al forum di Davos: “La mia filosofia consiste nell’essere innamorato del potere ma non sposarlo mai”. E questa linea infastidisce i piani alti a Pechino, ancora più irritati da un discorso di aperta critica che Jack Ma pronuncia durante un forum economico a Shanghai, il 24 ottobre scorso: critica pesantemente il sistema bancario cinese, paragonandone il modello operativo a quello di “un monte dei pegni”; ha anche da ridire su uno dei mantra di Pechino, la prevenzione dei rischi del sistema finanziario. Jack Ma adesso deve fare i conti con il regime: ufficialmente fuori da Alibaba dallo scorso anno, non si vede in pubblico dall’inizio di novembre e dalla cancellazione in extremis dell’Ipo Ant Group. Una battuta d’arresto che già gli è costata il titolo di uomo più ricco della Cina, nonostante un patrimonio ancora valutato 58 miliardi di dollari. La decisione di annullare l’Ipo sarebbe arrivata dal livello più alto possibile in Cina, probabilmente dallo stesso Xi Jinping: il presidente sembra determinato a combattere le tendenze monopolistiche di gruppi privati le cui piattaforme di vendita online sono utilizzate da centinaia di milioni di cinesi. “Il partito ha ricordato ancora una volta a tutti gli imprenditori privati ​​che non importa quanto tu sia ricco e di successo, ti può tirare via il tappeto da sotto i piedi in qualsiasi momento”, ha commentato Bill Bishop, l’autore di Sinocism, la newsletter incentrata sulla Cina. In sostanza, Jack Ma ha peccato di arroganza e Pechino ha deciso di mettergli guinzaglio. E ora deve affrontare il rischio davvero di dover uscire di scena.

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Brexit, Johnson: “Restiamo amici dell’Europa”

E’ “un accordo sullo stile di quello del Canada”, che “proteggerà posti di lavoro” nel Regno Unito e permette di “riprendere il controllo delle nostre leggi e del nostro destino”. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson sull’accordo raggiunto tra Ue e Gran Bretagna sulla Brexit. Nonostante i dibattiti siano stati “feroci”, l’intesa “è un buon accordo per l’intera Europa” perché “non sarà male per l’Ue, secondo me, avere un Regno Unito prospero alle porte” ha affermato il premier britannico. L’accordo per le relazioni commerciali fra Londra e i Paesi europei raggiunto oggi a Bruxelles “offrirà una nuova stabilità a una relazione non sempre facile” con l’Unione europea, ha dichiarato Boris Johnson. Poi, si è rivolto all’Unione europea: “Saremo vostri amici, alleati, sostenitori e vostro primo mercato. Questo Paese rimarrà culturalmente, storicamente, strategicamente e geologicamente attaccato all’Europa”.  “Conquistare la libertà è importante, ma la questione dei prossimi mesi e anni sarà come la useremo”, ha detto Johnson.  Il premier ha anticipato che l’accordo sulle relazioni commerciali fra Ue e Gb dovrebbe essere votato dalla Camera dei comuni il 30. L’accordo sarà disponibile per essere esaminato e “a seguire ci sarà un voto del Parlamento, auspico, il 30 dicembre”, ha affermato.  Lo speaker della Camera dei comuni, Lindsay Hoyle, ha confermato la convocazione del Parlamento da mercoledì della prossima settimana, ma i parlamentari non dovranno tornare a Londra e partecipare alla seduta in presenza “a causa della grave situazione sanitaria”.

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Lo studente di Cambridge che ha salvato dal macello il bue conosciuto durante il lockdown

AGI – Durante il lockdown di primavera, Ashwin, studente dell’università di Cambridge, aveva preso l’abitudine di fare lunghe passeggiate nei campi, intorno alla città, dove sin dal Medioevo i bovini erano mandati al pascolo. Sono mandrie abituate alla presenza umana. Gli animali sono piuttosto socievoli e si avvicinano spesso alle persone per mangiare foglie e frutti dalle loro mani. Ogni due giorni Ashwin si recava a nutrirli e un bue, Rufus, finì in particolare per affezionarsi a lui.
“Ogni volta che facevo per allontanarmi, Rufus iniziava a seguirmi e, a volte, a rincorrermi”, ha raccontato Ashwin all’Agi, “quindi iniziò a riconoscermi ogni volta che attraversavo il campo e a corrermi incontro per giocare o chiedermi una mela se ne avevo una. Era molto affettuoso e intelligente e mi cercava se mi nascondevo tra i cespugli o dietro gli alberi. Era chiaro che gli piaceva interagire con le persone e, soprattutto durante la solitudine del lockdown, vederlo arrivare mi regalava sempre un sorriso”.
A essere allevati in quelle campagne sono bovini da carne. Non tollerando l’idea che Rufus potesse essere macellato, Ashwin a luglio decise di salvarlo e portarlo in un santuario. “È stata dura”, spiega Ashwin, “trovare il proprietario della mandria è stato difficile, ho dovuto chiedere al comune. Trovare un santuario con lo spazio e le risorse adatte per ospitarlo è stato altrettanto complicato. I bovini richiedono molto spazio e non sono economici da mantenere, cosa per la quale serve inoltre un permesso. Il proprietario si rivelò comunque molto gentile e disponibile, mi vendette Rufus per un prezzo equo e mi aiutò nel trasferimento presso il santuario, dove Rufus è arrivato la settimana scorsa. La meravigliosa gente del Goodheart Animal Sanctuary nel Worcestershire ha trovato spazio per lui e sembra davvero felice nella sua nuova casa!”.

L’incontro con Rufus ha cambiato la vita di Ashwin. “Nel passato ho provato a limitare il mio consumo di carne ma conoscere Rufus mi ha portato a un’alimentazione vegetariana”, racconta, “prima di conoscerlo non avevo compreso davvero la capacità degli animali di provare non solo sofferenza e tristezza ma anche felicità, gioia, curiosità”.
“Credo sia importante che le persone capiscano da dove viene il loro cibo e come viene prodotto”, prosegue Ashwin, “prima di questa estate non avevo mai interagito con animali da allevamento ma l’incontro con Rufus mi ha dato una nuova prospettiva sui costi fisici ed emotivi dei prodotti animali. Non dico che tutti dovrebbero smettere immediatamente di mangiare carne ma anche fare la decisione conscia di mangiarne meno e di scegliere prodotti biologici avrebbe un grande impatto. Rufus e la sua mandria, per esempio, sono stati fortunati a nutrirsi nei pascoli per la maggior parte dell’anno, invece che essere tenuti nelle stalle a mangiare grano importato, che spesso può avere enormi costi ambientali oltre che essere nocivo per il benessere degli animali”.
L’unico rammarico di Ashwin è che, con il nuovo lockdown, non può ancora andare a trovare il suo amico a quattro zampe nella sua nuova dimora. “Questa estate lo vedevo quasi tutti i giorni”, dice, “mi manca davvero, spero di visitarlo non appena le regole lo permetteranno”.

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“Già la prima dose del vaccino immunizza chi lo fa, ma dopo alcuni giorni”

AGI – “Già dopo la prima somministrazione di vaccino” si avrà una prima immunità, “ma dovranno passare comunque alcuni giorni. In condizioni naturali gli anticorpi si riscontrano in titolo ragionevole dopo una decina di giorni dalla comparsa dei sintomi. Un vaccino di solito costringe il fisico a una risposta immunitaria più potente, valida e immediata rispetto ad un’infezione naturale, per cui dovremmo avere una risposta immunitaria rapidamente”.
Lo ha detto a ‘Buongiorno’, su Sky TG24, Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. “I dati sul primo vaccino a disposizione – ha spiegato – ci dicono che le persone vaccinate sono state protette fin dall’inizio. Il numero di casi di infezione avuti nell’arco dei primi 21 giorni dalla vaccinazione è già nettamente inferiore rispetto al gruppo placebo”.
Vaccinarsi non ha “niente di eroico, è un atto dovuto, pensato e condiviso. Il vaccino c’è, ha garanzie di validità e sicurezza, lo vado a fare anche per proteggere me stesso, ma credo che fare il vaccino sia anche un dovere sociale, soprattutto nella prospettiva di raggiungere l’immunità di gregge”, aggiunge Galli,
“L’immunità di gregge – ha aggiunto – sarà la cosa che ci toglierà da un guaio altrimenti mai finito e che consentirà davvero la ripresa dell’attività normale, di vivere finalmente in maniera tranquilla le nostre esistenze”.
Negli ospedali, ha spiegato, “si può confidare, non è difficile fare le prime vaccinazioni negli ospedali. C’è sia il modo di conservare il vaccino che di prepararlo e somministrando. Le prime vaccinazioni avranno un significato numericamente limitato ma fortemente simbolico. Coinvolgeranno le persone in prima linea, che rappresenteranno una testimonianza. Non ci vedo niente di male, anzi credo possa essere utile per far capire alle persone che se determinate persone fanno la vaccinazione, senza se e senza ma, la vaccinazione e’ una cosa per tutti”.

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Elezioni Usa, Trump: “Frode reale, con Twitter inizia comunismo”

“La frode elettorale non è una teoria cospirazionista, è un fatto”. Donald Trump ‘festeggia’ il Natale con una raffica di tweet in cui ribadisce le accuse di frode nelle ultime elezioni Usa 2020, che consegnano la Casa Bianca a Joe Biden. Il presidente uscente se la prende anche con Twitter, reo di segnalare i messaggi come discutibili, nella migliore delle ipotesi. “Twitter non ha più limiti con le sue segnalazioni, sta facendo di tutto per sopprimere persino la verità. Dimostra quanto sia pericoloso, soffocando volontariamente la libertà di parola. E’ molto pericoloso per il nostro paese. Il Congresso sa che questo è il modo in cui comincia il comunismo. La censura nella sua forma peggiore. Eliminate la sezione 230!”, scrive Trump, prima di scagliarsi contro i repubblicani che non sostengono i suoi sforzi. “Ho salvato al,eno 8 senatori repubblicani, compreso Mitch (McConnell, leader repubblicano al Senato, ndr) dalla sconfitta nelle ultime elezioni truccate. Ora, quasi tutti loro se ne stanno seduti a guardare me che combatto contro un nemico feroce, la sinistra radicale democratica. Non dimenticherò mai”, dice il presidente. Il tono cambia solo quando si parla di vaccino: “Più di un milione di americani hanno ricevuto il vaccino contro il virus cinese, un ritmo record”.

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