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“L’eleganza è come le buone maniere. Non puoi essere educato solo il mercoledì o il giovedì. Se sei elegante, dovresti esserlo ogni giorno della settimana. Se non lo sei, allora è un’altra questione.” Questa citazione di Aldo Gucci condensa bene i valori di un marchio che ha fatto la storia della moda italiana: una tradizione di famiglia votata all’eleganza trasformatasi in uno dei brand più amati al mondo.

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Gucci

Gucci: storia del marchio dalla doppia G

Un emigrato italiano a Londra, Guccio Gucci, si aggira nel mondo del lusso tra hotel cinque stelle ed eventi a cui partecipa l’alta società inglese. Resta affascinato dallo stile, dall’eleganza, dalla classe di quel mondo e nel 1921 fonda a Firenze l’azienda che porta il suo nome, dedicandosi inizialmente solo alla produzione di articoli di pelletteria, guanti e valigeria. Non solo: Gucci era celebre anche come marchio di articoli da equitazione, tra i quali spiccano staffe e morsetti.

Il grande successo dei prodotti permette l’apertura della prima boutique in via dei Condotti a Roma: è il 1938. Appena qualche anno dopo nasce la prima borsetta Gucci diventata un’icona: la Bamboo. Fu il primo modello Gucci a esordire sulle scene di un film: a indossarla fu Ingrid Bergman in “Viaggio in Italia” di Rossellini nel 1954.

Dopo la morte di Guccio Gucci nel 1953 sono i figli Aldo, Ugo, Vasco e Rodolfo a gestire l’azienda del padre. Vengono aperti negozi a Roma, Milano e New York, boutique anche a Londra, Parigi, Palm Beach, Chicago, Beverly Hills e in Oriente. Tutti vogliono indossare le borse Gucci, soprattutto dive del calibro di Jackie Kennedy, Maria Callas e Audrey Hepburn.

Negli anni Sessanta compare il logo della doppia G sul tessuto in canvas per borse e accessori, mentre negli anni Settanta Gucci lancia il suo prêt à porter e nel 1981 sfila per la prima volta a Firenze. 

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I direttori creativi di Gucci: passano i nomi, resta lo stile

La storia del marchio si lega indissolubilmente a quella dei suoi direttori creativi. Dopo aver curato la linea Gucci Donna, Tom Ford, stilista americano, diventa nel 1994 il direttore di tutte le linee dell’azienda, trascinando il marchio fuori dalla crisi. Lo stile proposto da Ford è sensuale, con abiti scollati e fascianti, sono presenti inserti metallici e dettagli in pelle e pelliccia. In questo periodo le campagne di Gucci venivano firmate molto spesso dal fotografo Mario Testino e la top model di riferimento era Rie Rasmussen. 

Dagli abiti alle maglie Gucci, le collezioni di Tom Ford restituiscono l’immagine di una donna sensuale e determinata, ma anche hippy in modo chic. Ford ha anche rilanciato la Gucci Bamboo, proponendola in chiave moderna e in formato maxi. Le sue ultime proposte, prima dell’addio nel 2003, sono caratterizzate da tacchi a spillo vertiginosi e dettagli sportswear. 

Nel 2004 la guida creativa di Gucci passa alla stilista Alessandra Facchinetti, che resta in carica solo un anno, disegnando un’unica collezione. Nel 2006 la direzione creativa di Gucci passa nelle mani di Frida Giannini: viene lanciata la linea Première, dedicata agli abiti da sera da red carpet. Le sue collezioni a tema hanno conquistato il mondo: ricordiamo la donna viaggiatrice con sahariane chic a quella ispirata agli anni Settanta e il rilancio della borsa iconica con il nome di New Bamboo. Non solo: vengono riproposti anche la fantasia Flora, ideata per un foulard di Grace Kelly, e il simbolo della doppia G, che, stampato sulla doppia pelle, dà il via alla linea “Guccissima”.

Frida Giannini verrà ricordata a Gucci anche per le sue iniziative attente all’ambiente, creando una linea di abiti da red carpet in tessuti organici e lanciando una serie di campagne, assieme all’Unicef, in difesa dei bambini, scegliendo come testimonial personaggi come Jennifer Lopez e Marc Anthony.

Nel 2014 tocca ad Alessandro Michele, un designer sconosciuto al grande pubblico, ma che lavorava nell’ufficio stile di Gucci dal 2002. La sua prima collezione Gucci Uomo è stata presentata a sorpresa nel gennaio 2015  ed ha rappresentato una vera e propria rivoluzione, con abiti dal gusto retrò e t-shirt Gucci dallo stile androgino.

Anche per la parte femminile il cambiamento è stato notevole: un mix tra passato e presente, con l’utilizzo dei colori rosso e verde simbolo del brand. Il pubblico sta decisamente premiando la svolta della maison italiana, acquistando capi Gucci outlet nei principali centri commerciali italiani, ma anche approfittando dei saldi di Gucci e acquistando dal Gucci shop online

L’azienda, guidata da Alessandro Michele, sta decisamente virando verso il potenziamento del mondo Gucci online e della moda sostenibile: la maison italiana sta preparando una serie di sfilate in streaming per presentare le nuove collezioni al mondo. Inoltre come si legge sul sito ufficiale di Gucci , la maison ha presentato Culture of Purpose, il nuovo piano decennale di sostenibilità Gucci, alla base dell’approccio del marchio per un business sempre più responsabile.

Due G intrecciate, a simboleggiare l’eleganza, il lusso, l’alta qualità, i sogni che diventano realtà, i desideri che prendono forma: quella di una borsa iconica o di un abito da mille e una notte. Dove c’è Gucci, c’è la storia della moda italiana. 

L’articolo Gucci: 100 anni di storia della moda Made in Italy proviene da Italian’s Excellence.

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