gli-impianti-da-sci-riaprono-sotto-esame:-dove-si-torna-a-sciare-dal-15-febbraio-in-zona-gialla.-l’ipotesi-di-un-rinvio-per-le-varianti

La scorsa settimana le regioni gialle hanno avuto il via libera dal Cts e dal governo per la riapertura, a partire da domani, della stagione sciistica. Ma con l’aumento dei casi e dell’indice di Rt in tutto il Paese la paura dei gestori degli impianti è che l’apertura possa slittare nuovamente a fronte dell’aumento dei contagi, soprattutto legati alle varianti. Il calendario delle riaperture scatta da lunedì 15 febbraio con gli impianti in Lombardia e in Piemonte, seguiti da quelli in Veneto, dove il governatore Luca Zaia ha fissato la ripartenza della stagione sciistica per mercoledì 17 febbraio, così come in Trentino. Giovedì 18 febbraio sarà la volta delle piste in Val d’Aosta e il 19 in Friuli Venezia Giulia.


Le regole per tornare a sciare

Come stabilito dalle linee guida del governo, e del Cts, l’apertura riguarderà solo le regioni gialle, e non quelle arancioni come chiesto inizialmente dai governatori. Chi non aprirà per certo sono quindi Abruzzo, Liguria e Toscana, e la provincia autonoma di Trento, tornate arancioni venerdì. Per tutti gli impianti che potranno riaprire scatta l’obbligo di far indossare mascherine Ffp2. Cabinovie, funivie e seggiovie dovranno avere una capienza massima del 50%. Mentre le seggiovie all’aperto potranno arrivare fino al 100%. In Veneto, Lombardia e Piemonte non si potrà superare il 30% della portata oraria complessiva per tutti gli impianti di risalita.

Ipotesi nuovo stop per gli impianti

Ma al ministero della Salute, il riconfermato ministro Roberto Speranza, preoccupato dagli ultimi dati, sembra intenzionato a convocare gli esperti e prendere una decisione nelle prossime ore. L’ipotesi è che l’apertura degli impianti possa essere ulteriormente prorogata se dovessero emergere eccessivi rischi legati all’andamento epidemiologico, complicato dalla diffusione delle varianti. Una decisione che Speranza dovrà valutare anche la neoministra alle Autonomie regionali, Maria Stella Gelmini.

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