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Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della compagnia energetica Iren contro la decisione dell’Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza (AGCM) di bloccare gli aumenti tariffari dell’energia determinati dalla scadenza dei contratti.

Con l’ordinanza 05986/2022, la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha di fatto sospeso la parte del provvedimento dell’Antitrust riferito a quegli aumenti tariffari legati, non al cambiamento unilaterale delle tariffe, ma alla scadenza predeterminata delle condizioni economiche.

L’Antitrust, con una serie di provvedimenti di metà dicembre rivolti ad alcune società energetiche, aveva infatti interpretato come cambiamenti di carattere peggiorativo anche gli aumenti tariffari applicati a seguito della scadenza dei contratti, facendoli rientrare tra i divieti del DL Aiuti bis.

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Il DL Aiuti Bis (convertito in Legge n. 142 del 21 settembre 2022), ha sospeso fino al 30 aprile 2023 le clausole contrattuali che consentono le modifiche unilaterali dei contratti per la fornitura di energia elettrica e di gas naturale. Inoltre, ha reso inefficaci i preavvisi comunicati prima della data di entrata in vigore del decreto (10 agosto), a meno che le modifiche preannunciate non fossero già state perfezionate.

Gli aumenti determinati dal rinnovo dei contratti sono validi

Secondo il Consiglio di Stato, l’Antitrust ha interpretato in modo estensivo e sanzionatorio la norma di legge limitativa “che può condurre a pregiudizi incidenti su singole imprese o prospetticamente sistemici che non appaiono adeguatamente valutati”, si legge nell’ordinanza.

Il Consiglio di Stato ha legato quindi la sua decisione “al danno, attualmente non quantificabile” per tutti gli operatori (ma che per Iren equivale a 264 milioni di euro) “derivante dal costringimento della fornitura al cliente, anche dopo la scadenza della parte contrattuale economica, dell’energia al prezzo pattuito, e quindi sotto costo, rispetto a quello attuale di approvvigionamento

Ecco perché l’ordinanza del Consiglio ha un valore sistemico, perché al di là dello specifico ricorso di Iren, la decisione della Sesta sezione può applicarsi anche a tutte le società energetiche per le quali l’Antitrust aveva allargato il divieto degli aumenti delle tariffe causati dalla scadenza dei contratti con i clienti.

La decisione del Consiglio di Stato potrà inoltre influire, a favore di Iren, anche nell’udienza che il TAR del Lazio terrà il 23 febbraio 2023 a seguito del provvedimento dell’Antitrust impugnato dalla società energetica.