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Nel fermento che muove tutto intorno al vitigno Durella, oggi sempre di più oggetto di riscoperta e valorizzazione, un posto rilevante lo occupa il produttore Gianni Tessari, autorevole firma del Lessini Durello Spumante Metodo Classico. Una storia di famiglia, come lui stesso ama definirla, che ruota intorno al territorio dei Monti Lessini, una vita dedicata al mondo del vino che lo vede già da giovanissimo protagonista nei vigneti di famiglia. La prima bottiglia risale al 1978, poco dopo, insieme al fratello, l’avventura che porta la loro produzione di Soave nei mercati di tutto il mondo. Nel 2000 il lavoro si amplia verso la complessità dell’Amarone, della Valpolicella e del Ripasso. Nel 2013, infine, il confronto con l’uva Durella: una passione sfacciata, incondizionata che lo porta a sperimentarla, lavorarla, spumantizzarla, diventandone uno tra i più importanti ambasciatori.

Vitigno autoctono dei Monti Lessini, la Durella è una varietà antica, rustica, con una buccia spessa e ricca di tannini. La “Durasena” – la sua antenata – è citata in letteratura fin dal 1292. Le prime testimonianze relative al vitigno risalgono persino all’epoca preistorica, come provano i ritrovamenti delle amperide fossili, antenate dell’attuale Vitis vinifera. Oggi, finalmente compresa dal mondo degli appassionati, finalmente inquadrata nel suo miglior profilo grazie a quella punta di asprezza e quel timbro di acidità che la predispone a diventare un eccellente metodo classico, è oggetto, almeno per ciò che è l’idea di Gianni Tessari, di un nuovo progetto di comunicazione.

Gianni Tessari e la moglie Anna Maria

Il vignaiolo non è un artista che disegna su un foglio bianco usando tempera e pennelli” racconta Gianni “è piuttosto uno scultore che ha di fronte un blocco di pietra e sa che dentro a quella pietra c’è già un’opera d’arte. Un’opera che deve solo liberare”. Rigore, qualità, territorio sono quanto emerge dalle sue espressioni scolpite nel tempo, animate dal carattere deciso e cupo della Durella che Gianni Tessari riesce sempre a coniugare in potenza, eleganza, charme. Un punto di partenza pragmatico che ruota intorno a due semplici parole chiave, terra e passione, che ha sempre saputo sviluppare coerentemente alla capacità di ascoltare il terroir. Se competenza e lungimiranza hanno indirizzato le scelte in vigna e in cantina affinché il risultato fosse sempre un legame col territorio, allora, oggi più che mai, è tempo di nuovi ambiti di comunicazione.

Gianni Tessari lo sa. Risolto l’aspetto produttivo, il momento successivo, fondamentale e necessario, è trasmettere al consumatore la corretta percezione del prodotto, andare oltre a quell’immagine incompleta, a tratti priva di personalità, carente e legata ad un’unica modalità di lettura: numeri, numeri, numeri. Trentasei, sessanta, centoventi mesi: in sintesi “il tempo”. Un aspetto importante per raccontare il livello altissimo di qualità ma che non esaurisce tutti i bisogni commerciali rispetto al Lessini Durello Metodo Classico. Un restyling delle etichette e la scelta di dare maggior spazio alla tipologia: Brut, Extra Brut e Dosaggio Zero sono la nuova identità Gianni Tessari. Senza filtri e orpelli, sono la perfetta sintesi dell’essenza, l’anima di un sorso scritta nella sua particolare simbiosi tra vite e terreno. Rimane invariato il marchio giannitessari dov’è raffigurata l’antica Chiesa parrocchiale di Brognoligo, risalente alla fine del 1200, simbolo e cuore del paese.

 

 

Degustazione

 

 

Lessini Durello Doc Brut

100% Durella della Val D’Alpone in un’espressione piacevole, accattivante, accomodante. Piace, piace, piace: per la sua bevibilità, per la sua identità suadente, per la capacità di smorzare, dopo soli 36 mesi, i toni accessi di un’acidità che si tramuta in un sorso di avvolgenza.

 

 

 

Lessini Durello Extra Brut

La retro etichetta per fortuna recita ancora 60 mesi (a conti fatti sono più di 70): caro Gianni, lo vogliamo così, un Durello parlante, che dichiari il tempo, esaustivo del tuo lavoro, di quella completezza che lo porta al vertice della sua espressione, un pieno bilanciamento di gusto, energia, equilibrio.

 

 

 

Lessini Durello Dosaggio Zero

120 mesi sembrerebbero tanti e forse lo sono. Ma la Durella, ostica, ostinata, arcigna e poi gentile, li ama, li cerca, li desidera. Completezza, pienezza e seduzione sono le emozioni che di primo acchito mi verrebbe di raccontarvi. Un calice che conosco bene, che a torto o ragione ho confuso con le grandi cuvée, che profuma di frutta candita, di aromi di lievito e panettone, di vaniglia e crosta di pane, che ha energia da vendere, ancora instancabile, sempre alla ricerca della sua identità.

 

 

giannitessari.wine

 

 

L’articolo GIANNI TESSARI, LA “FIRMA” DEL LESSINI DURELLO METODO CLASSICO proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Giovanna Romeo

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