fonduta-alla-valdostana

La fondita alla valdostana è un antipasto tipico della cultura alpina, ne esistono varianti svizzere e francesi, quella alla valdostana ha l’uso di un formaggio caratteristico: la fontina, ed è caratterizzata anche dall’aggiunta di tuorli d’uovo che la rende cremosa e assai carica.

Si serve senza sale, in un tegame tipico, fatto apposta per il servizio, che mantiene la fonduta al caldo, infatti il raffreddamento è nemico della fonduta che si rapprenderebbe e si separerebbe, rendendola difficile da mangiare e donandole una texture decisamente poco golosa. Per questo la fonduta deve essere preparata e mangiata subito dopo, se ne avanza un po’ potreste conservarla in frigo e scaldarla prima di consumarla nuovamente ma non sarà la stessa cosa.

Per servire la fonduta portate in tavola crostini di pane, patate lesse sbucciate e fatte a tocchi, carote o broccoli cotti al vapore, ma anche affettati e sottaceti. Se volete dare un tocco gourmet potreste grattugiare sulla fonduta qualche scaglia di tartufo bianco, in stagione, o tartufo nero scorzone per il resto dell’anno. Se volete invece conferire un gusto carico e particolare, strofinate la teglia di servizio con uno spicchio d’aglio prima di versare la fonduta.

La fonduta è un piatto abbastanza antico, la citano sia Brillat Savarin nel suo trattato “La fisiologia del gusto”, che Pellegrino Artusi nel suo libro di ricette “La scienza in cucina e l’arte di mangiar sano”.

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