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Gli Emirati sarebbero stati il primo Stato arabo a ricevere gli F-35, accordati finora nella regione mediorientale solo a Israele. L’articolo di AnalisiDifesa, la rivista diretta da Gianandrea Gaiani

 

Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) hanno congelato in attesa di ulteriori valutazioni la commessa già approvata dagli Stati Uniti per la fornitura di 50 cacciabombardieri F-35A e 18 velivoli armati senza pilota MQ9B Reaper.

IL CONTRATTO AUTORIZZATO DAGLI USA

Un contratto da 23,4 miliardi di dollari autorizzato nell’ultima fase dell’Amministrazione Trump come “premio” per il riconoscimento dello Stato d’Israele da parte di Abu Dhabi e l’apertura di rapporti bilaterali tra la federazione araba e Gerusalemme (Accordo di Abramo), poi sospeso e infine riapprovato dall’Amministrazione Biden che aveva però subordinato la fornitura militare che comprende anche missili e bombe guidate al ridimensionamento dei rapporti tra Emirati Arabi Uniti e Cina.

LO ZAMPINO CINESE

Rapporti intensi sul piano commerciale ma che vedono anche una forte presenza cinese nel settore delle comunicazioni emiratine con la compagnia Huawei, impegnata dal 2019 nella realizzazione della rete 5G che vedrebbe anche un impiego militare.

LE RISERVE DEL CONGRESSO DI WASHINGTON

Lo stesso Congresso di Washington aveva espresso riserve circa le garanzie di segretezza degli armamenti statunitensi offerti ad Abu Dhabi che considera i requisiti di sicurezza stabiliti dagli Stati Uniti a protezione dei segreti militari dallo spionaggio cinese troppo onerosi.

I SOSPETTI DELL’INTELLIGENCE USA

In novembre il Wall Street Journal aveva rivelato che i servizi di intelligence statunitensi sospettavano che Pechino utilizzasse a fini spionistici le infrastrutture dell’azienda di spedizione cinese Cosco in costruzione nel porto di Khalifa, vicino ad Abu Dhabi.

LA POSIZIONE DI ABU DHABI

Il governo emiratino ha negato che tale infrastruttura avesse compiti militari ma ne ha sospeso la realizzazione per non irritare Washington ma al tempo stesso ha annunciato il congelamento della mega-commessa aeronautica. Pur non rinunciando alla cooperazione militare con gli USA, gli EAU sembrano quindi voler preservare la massima autonomia nelle decisioni strategiche e c’è chi fa notare che la rinuncia alla commessa di F-35 e Reaper ha fatto seguito al contratto firmati con la Francia per 80 cacciabombardieri Dassault Rafale F4.

COLPA DELLA FORNITURA DI 80 RAFALE FRANCESI?

Il successo francese, da alcuni analisti considerato la “vendetta” per la fornitura di 12 sottomarini francesi all’Australia compromesso definitivamente dall’annuncio di Canberra che ha fatto seguito alla firma dell’alleanza tra USA, Gran Bretagna e Australia (AUKUS), potrebbe però indicare che gli Emirati arabi Uniti, come già l’Arabia Saudita, intendono bilanciare i rapporti strategici anche in termini di acquisizioni militari per ridurre la dipendenza da un alleato sempre più ingombrante come gli Stati Uniti.

Gli EAU sarebbero stati il primo stato arabo a ricevere gli F-35, accordati finora nella regione mediorientale solo a Israele.

 

Articolo pubblicato su analisidifesa.it