Esame di Suarez, indagato Paratici: “Chiese aiuto al ministro De Micheli”

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Roma, 4 dic – Il caso Suarez rischia di investire anche il governo, perché stando a quanto riportato dal Corriere della Sera nelle carte processuali è spuntato fuori anche il nome del ministro Pd delle Infrastrutture e dei Traporti, Paola De Micheli. Fabio Paratici, direttore dell’area tecnica e adesso indagato dalla Procura di Perugia, avrebbe infatti chiesto aiuto alla De Micheli (amica d’infanzia), che sarebbe già stata interrogata e avrebbe ammesso di aver procurato al dirigente bianconero il contatto di Bruno Frattasi, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno. “Sono stato contatto dall’avvocato Chiappero che voleva sapere a chi dovessero rivolgersi per attivare la procedura di cittadinanza. Non mi disse che era per Suarez”, ha dichiarato Frattasi al Corriere della Sera. “Ci capita spesso di ricevere richieste di questo tipo per chiarimenti procedurali e rispondiamo per cortesia istituzionale. L’ho indirizzata al dipartimento competente. Mi disse che aveva avuto il numero dalla ministra de Micheli”, ha poi specificato Frattasi.

Caso Suarez, bufera istituzionale 

Adesso i pm valutano la sussistenza di “nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento”. Quel che è certo è che Paratici è adesso sotto inchiesta per false dichiarazioni ai pubblici ministeri. Oltre a lui risultano indagati anche i legali della Juventus, gli Luigi Chiappero e Maria Turco. “Gli accertamenti investigativi – si legge nel comunicato della procura – hanno consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per ‘accelerare’ il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez”.

Sempre oggi la Guardia di Finanza ha provveduto a sospendere dall’attività per otto mesi i vertici dell’Università per stranieri di Perugia: il direttore Simone Olivieri, la rettrice Giuliana Grego e i docenti che esaminarono Suarez.  Per l’accusa è infatti “emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito e il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università”. Questi i reati contestati: “Rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici”.

Alessandro Della Guglia