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Svento un attentato ma al Quirinale muti di cosa avevano paura 696x986 1

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Siamo tutti sufficientemente scafati per sapere che la ragion di Stato vale più del singolo. Giusto? Sbagliato? A volte sì e altre no. Ma per fortuna ogni tanto le vicende celate dietro a questioni di ordine superiore arrivano ai cittadini. E qui la ragione del singolo viene finalmente a galla. E’ il caso di Ermenegildo Rossi, lo steward che sventò un attacco terroristico su un volo di linea.

Era il 24 aprile 2011 quando l’assistente di volo Ermenegildo Rossi sventò un dirottamento aereo su un volo Roma-Parigi: un uomo armato di coltello, il kazako Valery Tolmachyov, prese in ostaggio una collega dello steward puntandole un coltello alla gola e ordinando di dirottare l’aereo in Libia. Rossi lo gettò a terra, lo disarmò (procurandosi delle ferite) e lo immobilizzò, salvando la vita di 135 passeggeri e dell’equipaggio. Qualcuno non giudicò abbastanza eroico questo gesto (ne abbiamo parlato poco tempo fa QUI), ma ora un libro cerca di far luce sugli eventi che sono valsi a Rossi la Medaglia d’Oro al Merito Civile (2017).

Il libro in questione si intitola Un eroe, quando il coraggio fece paura all’Italia (Eclettica edizioni) e l’ha scritto Emanuele Merlino con prefazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «I gesti di coraggio devono essere raccontati», ci dice Merlino, «Rossi è il prototipo dell’Italia vera, ma l’Italia non ama raccontare il proprio coraggio».

«La ragion di Stato è piu importante della ragione del singolo», continua l’autore, «ma per fortuna la vicenda è pubblica e ora ha la giusta attenzione: alla fine la cerimonia con cui Rossi è stato insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile gliel’ha fatta il popolo leggendo la sua vicenda».

Alla base dello scarso “clamore” mediatico sono due questioni, ci dice Merlino, una culturale, cioè la sottovalutazione del racconto delle grandezze italiane in generale. E una più specifica: «Non ho una risposta certa, ma è chiaro che vanno fatte anche considerazioni “intellettuali”, il dirottatore era kazako e forse visto i rapporti diplomatici con il Kazakistan piuttosto stretti raccontare l’episodio poteva rappresentare un problema».

Un eroe dimenticato dalla Stato, Rossi, forse perché l’Italia si disinteressa dei suoi eroi grazie a una certa «narrazione mainstream che dipinge una nazione con una grande storia ormai finita».

Ma questa è un’eredità di eroismo che tutti oggi possono approfondire, regalandolo il libro di Merlino a se stessi ma anche agli altri (siamo sempre sotto Natale no?), perché «i gesti di coraggio devono essere raccontati, non solo per dire grazie ma anche per farli valere come esempi da seguire».

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