Enac contro la crisi: tassare i big del web per finanziare la cultura

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“Le multinazionali del commercio online hanno sottratto al fisco miliardi di euro. È ora che la politica dica basta e inizi a tassare i colossi che monopolizzano il mercato e a usare quei fondi per finanziare la cultura”. Non usa mezzi termini Maurizio Abbate, presidente dell’Enac, Ente Nazionale Attività Culturali, durante la manifestazione svoltasi il 18 novembre in piazza Montecitorio a Roma. Lo scopo era protestare contro l’inerzia del governo e presentare proposte costruttive per rivitalizzare il settore socio-culturale. L’ Enac ha individuato due strumenti per sostenere il comparto no profit: il Fondo speciale per le piccole realtà associative e i Buoni della cultura. Anche PlayPausa.org, in piazza al fianco di Enac, attraverso il presidente Roberto di Andrea, ha proposto iniziative di sostegno finanziario per le associazioni. Durante l’evento, Raffaele Ferraresso, presidente CSIN Onlus e delegato Enac Lazio, ha ricordato l’impegno dell’Ente con lo “sportello coronavirus”, un numero verde dedicato all’assistenza gratuita per le persone in difficoltà. Fabrizio Arcangeli, responsabile settore olistico Enac, ha ricordato l’impegno delle associazioni nella promozione delle attività fisiche anche nella dimensione sociale. La crisi sanitaria non deve mettere in secondo piano il benessere psicofisico delle persone e la sopravvivenza degli enti che si occupano di promuoverlo attraverso la cultura e lo sport. Il quesito che le associazioni pongono allo Stato è semplice: “Se l’Italia smette di investire sulla dimensione sociale e culturale cosa rimarrà dell’identità italiana?”.

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