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Le infezioni sessualmente trasmissibili, un’indagine tra i giovani: l’educazione sessuale come strumento di prevenzione. Una tesi da 110 della dottoressa Arianna Puglielli.

Educazione sessuale come strumento di prevenzione. E’ il fulcro dell’indagine della tesi di laurea della dottoressa Arianna Puglielli, nuova collega infermiera laureata con 110 presso l’Università di Firenze.

Ecco l’interessante abstract del lavoro di tesi, seguito dalla relatrice dottoressa Lucia Gigli, infermiera formatrice presso l’AOU Careggi.

Abstract.

Razionale dello Studio:

Lo studio ha lo scopo di indagare le conoscenze dei giovani rispetto alle infezioni sessualmente trasmissibili (IST), gli strumenti educativi/informativi dai quali abbiano appreso tali nozioni e quanto si sentano a proprio agio nel parlare di tali argomenti. Un altro obbiettivo è capire quanto sia diffusa l’educazione sessuale all’interno dei percorsi scolastici nel nostro Paese e conoscere quanto i ragazzi stessi la ritengano importante.

Materiali e Metodi:
L’indagine è stata effettuata mediante un questionario di 30 domande, creato tramite lo strumento “Moduli di Google”, divulgato online tramite social network (Instagram, Facebook e WhatsApp) ed inviato a tre scuole superiori di secondo grado della provincia fiorentina (I.S.I.S Gobetti-Volta, I.I.S.S. Giuseppe Peano e I.I.S. Sassetti Peruzzi) per rispetto della privacy, non è intenzionalmente chiesto da quale Istituto provengano i partecipanti che hanno aderito.

La fascia d’età presa in considerazione è dai 14 ai 24 anni per un totale di 192 risposte analizzate sia globalmente che più nello specifico considerando i 33 partecipanti dalle scuole.

Analisi e discussione dei Principali Risultati di Interesse Infermieristico.

All’analisi dei dati si evincono alcuni aspetti importanti: la fonte primaria di informazione per i giovani riguardo le IST risulta essere Internet con un 77% (148); queste percentuali superano quelle riferite al ruolo educativo della scuola (53% analisi globale, 42% ragazzi delle scuole) e quelle della famiglia. In particolare i partecipanti che hanno indicato la madre come fonte di apprendimento (33% analisi globale, 30% analisi specifica) sono maggiori rispetto a quelli che hanno indicato il padre (20% analisi globale, 24% analisi specifica).

Alla domanda che chiedeva ai ragazzi quanto si sentano liberi di parlare di questo argomento con la propria famiglia, su una scala Likert da 0 a 5, la maggior
parte dei ragazzi si è collocata fra 3, 4 e 5 con percentuali rispettivamente di 21% (41), 18% (35) e 18% (35) dichiarandosi quindi liberi di esporsi con la propria famiglia. Seppur questi dati appaiano positivi però, sembrano non rispecchiare i dati della domanda precedente, in cui la famiglia appare marginale come ruolo educativo.

Inoltre è emerso sia dall’analisi globale con il 93% (179), che in quella specifica con il 64% (21), che l’infezione più conosciuta sia quella da HIV; 15 partecipanti (8%), 4 dei quali appartenenti ai ragazzi delle scuole hanno risposto considerando HIV ed AIDS come due infezioni distinte.

Sette ragazzi, 3 dei quali delle scuole hanno dichiarato di non conoscere alcuna infezione e 44 partecipanti hanno risposto nominando solo una patologia.

Un partecipante, proveniente dalle scuole, ha categorizzato il Covid-19 tra le infezioni sessualmente trasmissibili.

Anche per quanto riguarda i metodi contraccettivi, il ruolo informativo principale risulta essere Internet; 143 partecipanti (74%) nell’analisi globale hanno indicato Internet come strumento principale di informazione e la stessa cosa nell’analisi specifica con un 61% di risposte (20 partecipanti).

L’altro aspetto di fondamentale importanza emerso dall’indagine è la quasi totale mancanza dell’educazione sessuale inserita negli ambienti scolastici.

Nell’analisi globale il 57% (110) ha risposto di non aver mai ricevuto interventi di educazione sessuale nell’ambiente scolastico e del 43% (82) che invece ne ha ricevuti, il 57% (47) ha confermato di aver appreso nuove conoscenze.

Nell’analisi specifica il 73% (24) ha dichiarato di non aver mai ricevuto lezioni di educazione sessuale e del 27% (9) che invece affermano il contrario, il 67% (6) ha risposto di non aver appreso nuove conoscenze. Alla domanda se nella scuola frequentata ora o in passato fosse presente l’educazione sessuale come materia inserita nel piano di studi, sia dall’analisi
globale, con l’ 84% (162), che in quella specifica con il 79% (26) è emerso che non fosse presente.

Infine si chiedeva, a chi avesse risposto in modo negativo alla domanda precedente, se ritenessero importante l’inserimento dell’educazione sessuale nel piano di studi e perché. Dalla lettura delle risposte sono emersi due elementi che caratterizzano in linea generale il pensiero della quasi totalità dei partecipanti ovvero: i ragazzi si sentono molto disinformati riguardo all’argomento delle IST e riconoscono che Internet non possa essere lo strumento di informazione primario; inoltre da una risposta è emerso il succo principale dell’educazione sessuale ed affettiva ovvero, non solo di accrescere gli individui in ambito tecnico scientifico ma anche a livello sociale andando ad inserire tematiche relazionali ed affettive affinché, a lungo termine, possano ridursi fenomeni come la violenza sessuale e lo stupro.

Conclusioni.

Gli adolescenti del nostro Paese si affidano, spesso, all’autoapprendimento per quanto riguarda la salute sessuale e riconoscono essi stessi il bisogno di inserire un’educazione sessuale completa nei percorsi di studi, educazione che comprenda non solo tematiche tecnico/scientifiche ma anche relazionali ed affettive.

C’è necessità di inserire professionisti sanitari, quali le figure infermieristiche, nel processo educativo e di promozione alla salute sessuale all’interno degli ambienti scolastici, permettendo ai ragazzi di individuare in questa figura un punto di riferimento con il quale confrontarsi ed apprendere nozioni corrette mediando, qualora si renda necessario, il confronto con la famiglia e gli insegnanti.

Complimenti alla collega e benvenuta nella comunità infermieristica.

L’articolo Educazione sessuale come strumento di prevenzione? La tesi da 110 della neo dottoressa Arianna Puglielli. proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.