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Non solo gli esseri umani: a drogarsi sono anche gli animali. Non lo sapevate? Ecco qual è la droga ‘preferita’ dalle renne

Se ci pensi scopri che ti droghi pure te“. Recita così il ritornello di ‘Endorfine’, una vecchia canzone della band folk rock di Riccione Nobraino che elenca gli svariati modi in cui tutti, esseri umani e animali, troviamo il modo di ‘drogarci’. Non solo assumendo sostanze stupefacenti, ma anche assecondando delle manie, delle piccole ossessioni o semplicemente delle dipendenze che ci fanno star meglio. E che provocano, appunto, l’effetto di una droga: rilassante o eccitante che sia, purché funzioni a viaggiare lontano con la mente, e a posare il cervello sul comodino.

E perché solo e unicamente l’uomo dovrebbe avere il privilegio della fuga, della felice alienazione? Anche gli animali si drogano, e lo fanno con la medesima consapevolezza. Parliamo oggi del metodo scoperto da alcuni animali per andare “su di giri”. Nessuna sostanza chimica né pasticche, chiaramente. Ma un prodotto frutto della terra, regalato direttamente dalla pusher più potente che ci sia: Madre Natura.

Gli animali di cui parliamo sono le renne (non quelle di Babbo Natale). Ne sono le principali consumatrici, insieme alle volpi e a scoiattoli.

La “droga” delle renne si chiama Amanita Muscaria

Il nome della droga che questi animali utilizzano per ‘evadere’ è Amanita Muscaria. Si tratta di un fungo appartenente a una specie allucinogena. E se pensate che sia raro imbattersi in volpi, scoiattoli e renne che addentano questo fungo, vi state sbagliando di grosso: è, anzi, alquanto frequente. E lo cercano apposta per gli effetti che rilascia.

La reazione di ciascun animale è diversa, ma, come hanno studiato gli esperti, hanno il classico stato di alterazione che possono provocare le droghe sul corpo umano.

Una volta che la renna assume la sua sostanza stupefacente, comincia a correre senza motivo e a girare la testa continuamente. Cambia, inoltre, anche il loro comportamento sociale: l’animale si isola dal branco e bevono l’urina delle altre renne. La spiegazione è perché, in correlazione con il fungo, la pipì degli altri animali questa crea un’ebrezza ancora maggiore.

In più alcuni animali, dopo che hanno mangiato l’Amanita Muscaria, vanno alla ricerca di urina umana, considerata, durante il loro stato di alterazione, come la migliore sostanza da associare a quel fungo mangiato in precedenza.

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