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La bozza di Def prevede una riduzione del Pil. Nel secondo trimestre del 2022, però, ci si aspetta una “moderata ripresa” della crisi. Ecco i punti principali e il documento integrale

 

Oggi pomeriggio, mercoledì 6 aprile, il Consiglio dei ministri discuterà la bozza del Documento di economia e finanza, o Def. Le agenzie stampa e Startmag (vedi in fondo all’articolo il documento integrale) l’hanno visionato in anteprima. Ecco i punti principali.

PIL AL RIBASSO, CONFERMATO IL DEFICIT

Nel documento la crescita del Pil programmatico è stata rivista al ribasso (3,1 per cento contro il precedente 4,7) mentre viene confermato il deficit (al 5,6 per cento).

NESSUNO SCOSTAMENTO

Nel Def il governo stima inoltre un deficit tendenziale al 5,1 per cento nel 2022 (al 5,6 per cento quello programmatico), senza prevedere uno scostamento rispetto alle previsioni già approvate dal Parlamento. Lo spazio in deficit nell’anno corrente è dunque dello 0,5 per cento, pari a oltre 9 miliardi di euro.

CALO DELLA PRESSIONE FISCALE

Nella bozza si legge che “la pressione fiscale calcolata secondo i criteri della contabilità nazionale è attesa scendere dal 43,5 per cento del 2021 al 43,1 per cento del Pil quest’anno”. Si specifica che “correggendo i dati per tenere conto della classificazione di svariati sgravi fiscali e contributivi come misure di spesa, la pressione fiscale lieve effettiva è in più realtà bassa” e scende “dal 41,7 l’anno scorso al 41,2 quest’anno”.

LE PREVISIONI SUL DEBITO

Quanto al debito, nello scenario programmatico indicato nella bozza viene leggermente rivisto al rialzo nel 2021 (150,8 per cento, a seguito della revisione del Pil nominale effettuata dall’Istat). Le previsioni per il 2022 parlano di un calo di quattro punti percentuali (al 146,8 per cento). Nel 2023 sarà del 145 per cento, nel 2024 del 143,2 per cento e nel 2025, infine, del 141,2 per cento.

COME VA E ANDRÀ IL PIL

Il Def prevede una contrazione dello 0,5 per cento del Pil italiano nel primo trimestre del 2022: è “attribuibile principalmente”, viene spiegato, “a una contrazione del valore aggiunto dell’industria”.

Per il secondo trimestre viene invece prevista “una moderata ripresa della crescita trimestrale del Pil, trainata dai principali servizi”. Tuttavia, l’indagine dell’Istat di marzo riportava un netto peggioramento delle aspettative delle aziende manifatturiere sugli ordini e la produzione, il che apre rischi di un ribasso.

SERVIZI PUBBLICI E POLITICHE SOCIALI

“La proiezione di finanza pubblica a legislazione vigente non comprende le cosiddette politiche invariate”, viene specificato, “che comprendono una serie di cui si potrebbe dover dar corso nei prossimi anni in considerazione di impegni internazionali dal rifinanziamento di missioni internazionali al finanziamento di futuri rinnovi contrattuali nella PA”.

Nella bozza si precisa inoltre che la “revisione della spesa corrente” servirà a ottenere “risparmi crescenti nel tempo” ma “senza pregiudicare” i servizi pubblici e le politiche sociali per il secondo trimestre.

AIUTI ALL’ECONOMIA ENTRO APRILE

Il nuovo decreto contenente gli aiuti all’economia, che verrà messo a punto ad aprile, avrà un impatto sul Pil di 0,2 punti nel 2022 e di 0,1 punti nel 2023. E andrà a ripristinare i circa 4,5 miliardi di euro stanziati contro il caro bollette.

5 MILIARDI DI EURO CONTRO IL CARO ENERGIA E L’IMPATTO DELLA GUERRA

Nella bozza di Def, inoltre, si parla di altri “quattro ordini di interventi” a cui destinare 5 miliardi di euro. Tali fondi andranno, nello specifico, al contenimento dei prezzi dell’energia e dei carburanti; alla copertura dei prezzi delle opere pubbliche; alle garanzie sul credito; all’assistenza dei profughi ucraini e alla riduzione dell’impatto economico della guerra sulle aziende italiane.

LA BOZZA DEL DEF DIVISA IN 6 PARTI:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

QUINTA PARTE

SESTA PARTE