È tardi per l’assalto al Congresso. Quell’aula non conta più nulla

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Ci sono fotografie che diventano il fatto: la scalata delle mura di Capitol Hill per fare irruzione nel Congresso, l’uomo con gli scarponcioni sulla scrivania di Nancy Pelosi o quell’altro sullo scranno del presidente del Congresso. E infine Jaki Angeli, lo sciamano (arrestato) con le corna e la spada tatuata, ritto e orgoglioso come se avesse conquistato il centro del potere. Lo Sciamano tra Trono di Spade e House Of Cards, che si è infilato inspiegabilmente (?) laddove i film ci dicono che sia impossibile arrivare senza essere placcati o crivellati. Ecco perché più che Sciamano forse si tratta del classico fesso pensato dallo scenaggiatore: uno Scemano, diciamo.
Ora che lo Scemano è stato arrestato coi suoi compari di bivacco, vale la pena ripensare cosa siano quelle istituzioni per la cui profanazione ci siamo sdegnati. Sono terra di conquista. Ma, mi sia consentito, Jaki Angeli e i suoi compari – con tutto il rispetto per chi ci ha lasciato le penne – non sono affatto più barbari di chi li ha preceduti, di chi si è già impossessato delle assemblee democratiche. Dentro quelle istituzioni, a svuotare tutto, c’è già passato un Attila in camicia bianca: sono i banksters, sono le multinazionali, sono i Padroni delle moderne piattaforme. Sono loro che comandano le assemblee, che decidono cosa diventa lecito. (Continua dopo la foto)

I parlamenti non contano più nulla da tempo, per loro arrendevolezza (che non è la mia). Dappertutto. La violenza generata dall’economia criminale non si vede come invece l’abbiamo vista l’altro giorno. Essa è legalizzata: l’evasione fiscale miliardaria nei paradisi fiscali, lo sfruttamento dei lavoratori, la finanza che si mangia l’industria, e così via. Ma fino a quando i cittadini dovranno pagare il conto delle crisi? Davvero si può pensare di poter sottrarre a Davide tutte le pietre del mondo da scagliare contro Golia? Dai No Global a Occupy Wall Street, dagli Indignados alla ribellione del popolo greco, Davide resiste sebbene tradito dalla Sinistra neoliberista.
In Italia, c’è stato un movimento che fino a poco tempo fa chiedeva la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato solo perché non assecondava ciò che sembrava giusto ai vincitori delle elezioni (la cui vittoria fu ottenuta con parole d’ordine antisistema e di profonda rottura). Oggi quegli stessi che chiedevano l’impeachment di Mattarella fanno i politically correct. Chi si arrampica per varcare il Campidoglio non è dissimile da chi voleva e doveva aprire le Istituzioni come una scatoletta di tonno. La differenza è che nelle istituzioni ci sono (ci siamo) entrati democraticamente, salvo appunto tradire quel mandato popolare che chiedeva la disarticolazione di un Sistema che era padrone delle istituzioni e lo è ancora per colpa dei traditori, protettori delle cricche.

Invece di interrogarsi su chi e come è stata ridotta la democrazia, domandiamoci piuttosto cos’è la democrazia adesso, cosa sono le sue assemblee eletttive. Sono una finzione. Il popolo è schiacciato dal potere dei veri Attila, delle multinazionali e dei banksters; e le istituzioni elettive non contano nulla. Zero. Facebook o Twitter si possono permettere addirittura – in nome della “democrazia” – di censurare un qualsivoglia pensiero, di cancellare le identità, insomma di negare ciò che la Costituzione americana non si sognerebbe mai di negare, ovvero la libertà assoluta di parola.
(Hong Kong da tempo è teatro di violenza da parte di una Cina che non conosce l’abc minimo della partecipazione democratica. Ma a Xi Jinping è meglio non rompere troppo le scatole sulla violenza. Per questo Facebook e Google si sono piegati alla volontà del regime.)
Renzi oggi si lamenta che il parlamento non sa nulla del Recovery? Beh, se è per questo non sa nulla nemmeno dei contratti con Big Pharma sui vaccini, non sa nulla degli incartamenti dei Cts sul Covid, non sa nulla del Mes; come ieri non sapeva nulla del Ttip o del Ceta. Il Potere è l’occultare, il provocare, il sottrarre i diritti. In attesa della ribellione di Davide, il quale però stavolta sarà lapidato dal politicamente corretto (politici, mass media, pensatori, artisti…) prima di poter scagliare la sua pietra rivoluzionaria. Davide dev’essere ridicolizzato e poi silenziato.
Chi non ha più voglia di farsi uccidere dai dpcm, di essere fregato dal modernismo delle consegne a domicilio, di dover accattare una qualsiasi paghetta, di non essere pagato dallo Stato e dovergli invece pagare tutti i tributi, di non essere fregato dalle banche ed essere segnalato al minimo scoperto, chi insomma di non essere sempre lo stronzo che paga il prezzo delle crisi, finirà deriso ed emarginato. Stavolta vincere sarà più difficile.

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