dopo-il-trionfo-ad-“amici”-gaia-guarda-al-futuro:-“in-‘genesi’-c’e-la-mia-idea-di-musica”

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Per il pubblico non era un volto inedito. Gaia Gozzi si era rivelata già quattro anni fa, quando era arrivata seconda a “X Factor“. Una vittoria mancata di un soffio ma allo stesso tempo un presentarsi al grande pubblico, per lei che prima di quel momento non aveva avuto esperienze nel mondo della musica. Ma da quel punto Gaia ha dovuto iniziare a camminare cercando la propria strada. “La voglia di fare uscire la mia musica c’è sempre stata. – spiega -. Il percorso a ‘X Factor’ è stato molto veloce. Di fatto sono passata dalla mia cameretta a un palco del genere”. Prima della finale Fedez, che era il suo coach, e Aessandro Cattelan, le hanno fatto avere il loro sostegno. “Vedere il supporto di due persone che mi hanno aiutato in quella fase e hanno anche accettato la mia scelta di fare un altro tipo di strada, è bello. Per me non è stato semplice prendere questa scelta, i dubbi erano tanti. Un giorno mi svegliavo che ero sicura di farlo e il giorno dopo ero indecisa. Però in questo Maria De Filippi è stata cruciale: mi ha sempre spronata a non avere paura, a essere me stessa e raccontare la mia sincerità con il mio punto di vista. E’ sempre arrivata al momento giusto con la parola giusta”.

 

Il percorso ad ‘Amici” non è stato sempre semplice, nonostante fin dall’inizio Gaia sia stata protagonista, capitana di una delle due squadre e favorita agli occhi di molti. “E’ stato un percorso  con i suoi alti e bassi. All’inizio ero un po’ rigida e impaurita all’idea di affrontare il confronto con l’esterno dopo un periodo di scrittura in sordina – dice -. Non cambierei nulla perché è stato graduale ma anche sincero. Pian piano, anche con l’aiuto delle persone che c’erano lì, sono riuscita a scavarmi dentro, trovando anche il modo di raccontarmi totalmente per quello che sono anche come persona. Alla fine sono molto contenta”.

 

Fuori dalla scuola di Maria De Filippi, ad attenderla, c’era un album uscito un paio di settimane fa e subito salito ai primi posti della classifica. Un album per lei fondamentale per delinearne i contorni artistici, dove all’elettronica si mescolano forti riferimenti alla musica brasiliana, che affonda nelle sua radici essendo brasiliana la mamma di Gaia . “‘Genesi’ è la mia rinascita, una rinascita figlia di un periodo di ricerca – sottolinea -. Ho passato ore in studio per scoprire quale fosse la mia identità musicale. Per me è fondamentale fare qualcosa che io possa difendere musicalmente, che senta mio. Il fatto di contaminare quella parte un po’ più cruda del Brasile con il mio mondo europeo sia la giusta sintesi per definire il disco”. 

 

 

Rispetto al passato ha potuto quindi mettere meglio a fuoco certe sensibilità, a partire dal singolo Chega“, cantato in portoghese. “Ci sono varie fasi, vari racconti. All’inizio del mio percorso un po’ più cantautorale avevo approcciato l’italiano ma era quasi un’imposizione. Sei in Italia e devi cantare in italiano. Lo sentivo più come un compito che un’esigenza. Quando ho liberato la parte un po’ più brasiliana, con il portoghese e tutto il resto, anche l’italiano è uscito da sé. Sono stati molto importanti anche collaboratori come Antonio Dimartino che mi hanno aiutata a elaborare quello che avevo dentro”. 

 

Il percorso in un talent spesso è una bolla che isola dalla realtà. E non sempre, una volta finito, il confronto con il mondo esterno è semplice. Gaia ha già affrontato questa situazione una volta. Ma adesso ha le spalle più larghe… “Oggi ho una consapevolezza totalmente diversa – afferma -. All’epoca non sapevo dove andare e che direzione prendere, dopo quello che era stato il mio primo approccio con il pubblico. Adesso voglio costruire un mio percorso. Spero che la passata esperienza mi porti a essere concentrata vivendo con la giusta leggerezza ma anche la necessaria determinazione per raggiungere il mio obiettivo.”

 

Certo, mai più si sarebbe immaginata di trovare, una volta terminata l’avventura ad “Amici”, un mondo paralizzato per un’emergenza sanitaria:. Niente firmacopie, niente tour promozionale, tutti chiusi in casa… “In questo momento la situazione è purtroppo più grande di noi. Il senso di preoccupazione a livello umano prevale sul fattore lavorativo – dice -. Ovvio che immaginavo una situazione diversa ma certe cose non dipendono da noi. Speriamo migliori tutto il prima possibile e vorrei che, a piccoli passi, la musica potesse essere un modo per tornare alla normalità. Non vedo l’ora di calcare un palco mio, guardare le persone negli occhi, poterci riabbracciare. Tratterrò l’energia per quel momento”.

 

E nell’attesa conta di mantenere il contatto con il suo pubblico usando la tecnologia come spesso fatto da tanti artisti in questo periodo. “Ora credo sia l’unica cosa da fare. Un po’ per l’esigenza di avere questo contatto che sognavo tanto durante questa avventura ad Amici, e po’ anche per la condivisione – conclude -. Credo che faccia bene, anche attraverso un telefono,  che ormai è quello che abbiamo e dobbiamo usarlo con il giusto spirito. Quindi vorrei continuare questo percorso di condivisione, anche se a livello virtuale, in attesa di tramutarlo in qualcosa di reale e fisico”.

 

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