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Donna architetto? No, “Architetta”. L’Ordine di Cagliari dà il via libera al timbro al femminile

L’Odine degli Architetti di Cagliari scrive una nuova pagina in Italia sul linguaggio di genere. L’Ordine infatti ha ufficialmente sdoganato il termine”Architetta”, approvando il timbro con la declinazione femminile del titolo professionale.

Una novità che arriva a seguito delle richieste presentate da una delle iscritte, Silvia Mocci, che da ora nel suo timbro potrà declinare il proprio titolo al femminile, invece di usare quello al maschile. Una battaglia che non riguarda meramente la grammatica ma che riconosce la professionalità delle donne, non lasciandola all’ombra di quella maschile.

“Ci è sembrato naturale accogliere la sua richiesta – spiega ad Ansa Teresa De Montis, presidente dell’Ordine che conta 312 donne su un totale di 723 iscritti, il 43% – chi volesse utilizzare il termine Architetta, dovrà semplicemente richiederlo all’Ordine. Non c’è alcun obbligo, ma la possibilità di farlo. È un’opportunità in più che si offre a chi lo desidera”.

In realtà l’Ordine degli architetti sardo non è il primo a riconoscere la possibilità di usare il femminile. Il primo è stato quello di Bergamo, seguito poi dagli ordini di Roma, Torino, Milano, Modena, Treviso. Ancora troppo pochi.

Proprio il fatto che tale riconoscimento sia una vera e propria notizia dovrebbe far riflettere.

“Il tema del linguaggio di genere e del riconoscimento delle professionalità declinate al femminile è uno dei temi principi su cui da sempre lavora Giulia Giornaliste”, ha detto la fondatrice del coordinamento della Sardegna, Susi Ronchi, chiamata dalle architette a partecipare al dibattito.

L’uguaglianza di genere passa anche per la lingua, oggi più che mai.

Fonti di riferimento: Ansa

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