divieto-di-smartphone-in-tutte-le-scuole?-“funziona-se-scelta-condivisa-tra-studenti-e-docenti,-imposizione-potrebbe-non-avere-effetto-positivo”

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Ha fatto discutere a inizio anno scolastico la decisione del liceo Malpighi di Bologna di vietare lo smartphone in classe. Il divieto dell’utilizzo del cellulare a scuola non è una novità: la direttiva ministeriale firmata dall’allora ministro dell’Istruzione Fioroni è di ben 15 anni fa. Usare il cellulare rappresenta “un’infrazione disciplinare sanzionabile attraverso provvedimenti orientati non solo a prevenire e scoraggiare tali comportamenti ma anche, secondo una logica educativa propria dell’istituzione scolastica, a stimolare nello studente la consapevolezza del disvalore dei medesimi”.

La ‘vecchia’ normativa non si limita al divieto verso gli studenti ma è rivolto anche ai docenti per “assicurare all’interno della comunità scolastica le migliori condizioni per uno svolgimento sereno ed efficace delle attività didattiche, unitamente all’esigenza educativa di offrire ai discenti un modello di riferimento esemplare da parte degli adulti”.

Questa mattina la linea dura viene confermata dal ministro Valditara, lasciando intendere di volerlo estendere a tutti: “Via i cellulari dalle classi nelle ore di lezioneha detto il ministro intervistato da Monica Setta nel programma il Confronto.

Un’esperienza positiva quella del Malpighi, testimoniata anche dalle parole a Orizzonte Scuola del dirigente scolastico Marco Ferrari: “Siamo soddisfatti: la gran maggioranza dei nostri studenti, in questo momento, sta continuando la sperimentazione con fiducia. Abbiamo avuto pochissimi casi, a nostra conoscenza, di infrazione di questa regola nuova. Su 530 allievi, solo 3 casi, ma non mi preoccupa“.

Ma l’imposizione dall’alto non convince: “E’ chiaro che com’è un’esperienza di libertà per i nostri ragazzi, lo possa essere per tutti i ragazzi, però noi questo percorso lo abbiamo proprio fatto insieme a loro, non solo perché anche noi abbiamo il cellulare spento, ma perché ne abbiamo parlato molto, un’imposizione dal punto di vista governativo potrebbe non sortire lo stesso effetto positivo” afferma all’Ansa la professoressa d’italiano e latino, Ferroni, del liceo bolognese.

Il divieto di utilizzo del cellulare a scuola per studenti e docenti è infatti frutto di un lungo percorso, durante il quale sono stati interpellati anche esperti, per poi arrivare alla decisione nel collegio dei docenti e poi all’inserimento nel regolamento di istituto.

C’è stata prima una collaborazione tra insegnanti e alunni “sulle ragioni per cui ci siamo chiesti di lasciare quel cellulare dentro il cassetto dell’aula prima di iniziare le lezioni – spiega all’Ansa la rettrice Elena Ugolini –  queste ragioni sono emerse subito davanti agli occhi di tutti: ragazzi e docenti più concentrati sul presente, sull’altro, sia durante la ricreazione, nei momenti di passaggio ma anche durante l’ora di lezione“.