decreto-fisco,-tornano-bonus-per-genitori-divorziati-e-cashback

Tornano al voto delle commissioni due emendamenti al dl Fisco- Lavoro (decreto legge 146/2021) collegato alla manovra che erano stati dichiarati inammissibili la settimana scorsa: si tratta del cashback e del fondo per genitori lavoratori separati o divorziati.

Il primo è un cavallo di battaglia del M5s, il secondo una proposta della Lega.

Decreto fisco, gli emendamenti

L’emendamento portato avanti dal M5s si propone di rilanciare il cashback di Stato, una misura introdotta dal Governo Conte bis per il contrasto all’evasione, poi abolita dal governo Draghi. La proposta concerne una sorta di rimborso per gli acquisti digitali, senza però specificare l’onere.

La Lega, primo firmatario Salvini, vuole istituire un fondo per genitori lavoratori separati o divorziati, al fine di garantire la continuità di erogazione dell’assegno di mantenimento fino a 800 euro. Per questa misura si chiede un impegno di 10 milioni di euro, per garantire al genitore separato un assegno i 800 euro mensili se l’altro genitore cessa o riduce il pagamento dell’assegno di mantenimento causa Covid.

Cashback e fondo genitori separati, il nodo risorse

Dal Mef arriva l’indicazione che non c’è budget per coprire soluzioni che prevedano spese onerose. Entrambe le proposte, dal ripristino del cashback al fondo per separati, sono interventi ad alto costo che non hanno molte possibilità di essere approvati. Non è escluso che le due proposte vadano comunque al voto nelle commissioni.

Il ministro dell’Economia Franco, peraltro, ha difeso la scelta di mettere la parola fine al cashback di Stato. Per la proroga del programma al primo semestre del 2022, ha spiegato, “era stato valutato un costo di 1,5 miliardi. Guardando i costi e i benefici di questa misura abbiamo pensato di non prorogare” la norma.

Leave a Reply