dal-ticketing-online-agli-archivi-digitali:-il-teatro-attraverso-l’innovazione

Se nelle sue molteplici sperimentazioni, il teatro ha adoperato negli ultimi anni le tecnologie per amplificare la scena attraverso una nuova estetica, oggi il digitale si configura sempre più come presupposto. Da un lato, la drammaturgia è sempre più animata dal multimediale, basti pensare all’inserimento di produzioni video in scena o alle scenografie in realtà virtuale, nell’ottica di un progressivo coinvolgimento dello spettatore. Dall’altro, accogliendo e mettendo in pratica i metodi contemporanei di fruizione.

Ed ecco, infatti, che secondo il Report “L’innovazione digitale nei teatri italiani nel 2022”, 4 teatri su 5 (su un campione di circa 200 teatri italiani) offrono agli utenti la possibilità di acquistare i biglietti on line: “L’accelerazione del livello di digitalizzazione – spiega Eleonora Lorenzini, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano – dovuto alle nuove esigenze di contingentamento e tracciamento degli ingressi, ha fatto sì che vi fosse una spinta all’introduzione della possibilità di acquisto del biglietto online. Oggi, su un totale del 97% di teatri italiani che ha un sistema di biglietteria, il 78% garantisce questa possibilità. Nei musei italiani, il ticketing on line non ha ancora tutta questa diffusione”. Tra i benefici offerti dai teatri a chi acquista il biglietto sul web, l’86% consente di scegliere il posto a sedere anche con l’acquisto online. Inoltre, i teatri italiani sono ormai quasi completamente presenti sul web tramite canali proprietari e il 97% di essi presenta almeno un account social e un sito o una pagina web. Tra quelli presenti sui social network, tutti hanno almeno un account Facebook e anche Instagram e YouTube sono ampiamente utilizzati. Tuttavia, dal Report emerge anche il fatto che sebbene tutti i teatri (99%) utilizzino un sistema di controllo accessi, prevalgono ancora i sistemi classici come lo stacco dei biglietti all’ingresso, il 69%.

Nel corso della pandemia il 71% dei teatri si è organizzato al fine di garantire l’erogazione di spettacoli e contenuti online, ma oggi l’offerta di contenuti online a pagamento rappresenta un’opportunità sperimentata solo dal 20% dei teatri, per differenziare le fonti di entrata. “Una piccola percentuale probabilmente perché – aggiunge Eleonora Lorenzini – questa modalità impone particolare attenzione alla qualità dei format e dei contenuti giustificando un contributo economico a fronte di una grande offerta di contenuti gratuiti su internet. Ciò implica un investimento che molte istituzioni culturali per il momento fanno fatica a dedicare. Del resto, non è che lo streaming sia la panacea, anzi; ma è vero anche che l’offerta digitale parallela a quella tradizionale, come per esempio la promozione nelle scuole, rende più efficace la proposta”.

Senza dubbio è una percentuale ancora irrisoria, ovvero il 17%, quella attribuita ai teatri italiani che si sono dotati di un piano strategico legato all’innovazione, che riguarda, per esempio, la catalogazione e digitalizzazione degli archivi storici, i servizi di supporto alla visita in loco o alla fruizione di contenuti online, la gestione delle prenotazioni e il controllo degli accessi, ma anche la sicurezza e la sorveglianza, così come le attività educative e didattiche.

“Da qualche anno i policy maker hanno iniziato a porre enfasi sulla necessità di un’articolazione strategica, che diventa un prerequisito anche per l’accesso a fondi e bandi; – conclude Eleonora Lorenzini – il 31% dei teatri con un piano strategico dell’innovazione digitale ha dichiarato, infatti, di averlo sviluppato spinto da questa motivazione”.

Dunque, la fruizione dello streaming funziona per lo più con contenuti gratuiti, i biglietti si “staccano” analogicamente, ma soprattutto raramente sono annoverate figure professionali unicamente predisposte alla trasformazione digitale, certo un percorso elaborato e molteplice, come testimonia per esempio la Fondazione del Teatro Stabile di Torino, vincitrice della menzione speciale nell’ambito del Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali 2022, con “Digital Gates”. Il progetto di trasformazione digitale, vincitore di un bando promosso dalla compagnia di San Paolo, ha coinvolto trasversalmente tutti i settori del teatro. Parallelamente a un percorso di capacity building, si è puntato al miglioramento della relazione e la comunicazione con gli spettatori, grazie all’adozione di nuovi strumenti come l’installazione di alcuni fari all’ingresso in sala, l’introduzione di sistemi di sopratitolazione dedicati a stranieri o al pubblico con disabilità sensoriali e cognitive, lo sviluppo di un nuovo sistema di valorizzazione e movimentazione dell’attrezzatura fonica e illuminotecnica e l’integrazione di un sistema di biglietteria più smart all’interno delle App istituzionali.

Quando si declina il binomio cultura e innovazione, insomma, non è possibile arginare gli argomenti in categorie o semplificazioni e la trasformazione digitale delle istituzioni culturali è un processo articolato, trasversale e non sostitutivo delle dinamiche tradizionali, che coinvolge in primis le professionalità.