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Non si ferma l’iter della Legge di Bilancio che prosegue il suo cammino. ovviamente sempre in salita: prossima fermata il Senato. Dal Reddito di Cittadinanza ai bonus edilizi passando per fisco e pensioni, tante ancora le incognite con i partiti pronti a darsi battaglia sugli interventi più rappresentative.

 

 

Manovra verso il Senato

Su tutte, il Reddito di  Cittadinanza: misura bandiera del Movimento Cinquestelle, dovrà vedersela ancora una volta con le resistenze della Lega, pronta tra l’altro a cavalcare le recenti operazioni che hanno portato alla luce un numero considerevole di furbetti, prova ulteriore – sponda Carroccio – che la misura fa acqua.

Come scrive il Sole24Ore, lo scorso 28 ottobre, prima del Cd Conte ha preso contatti con il Presidente del Consiglio Draghi per chiedere  e ottenere rassicurazioni, nello specifico che il  meccanismo di decalage  scattasse solo dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro e non universalmente, ovvero dopo sei mesi dal primo assegno e indipendentemente dalle offerte di lavoro arrivate o meno, come invece da richieste del centrodestra.

 

Da Superbonus a fisco, cosa potrebbe cambiare

Cinquestelle in prima linea anche sul Superbonus, in pressing per allargare la platea. Sul bonus per le villette, Conte aveva chiesto a Draghi di riconoscere un Isee più alto dei 25mila euro previsti, e, stando a fonti del Movimento, il presidente del Consiglio non avrebbe chiuso.

 

Che dire poi del capitolo fisco, certamente tra i più spinosi: a disposizione 8 miliardi per procedere al tanto atteso taglio delle tasse ma la sintesi ancora non c’è. I partiti tirano per la giacchetta Draghi e Franco che dovranno cercare di accontentare – più o meno – tutti. La Lega è decisamente concentrata su partite Iva, autonomi e artigiani,  mentre Pd, e Leu, spingono per un intervento concentrato sui lavoratori dipendenti, che riduca il cuneo fiscale. In sottofondo – si fa per dire – Confindustria che chiede di non essere più un “bancomat di Stato” per la Cig.

 

Nodo Cashback

Sulla manovra, infine, pronta anche ad abbattersi una serie di emendamenti non solo per il recupero ma anche per l’ampliamento cashback, l’intervento fortemente voluto da Conte non convince affatto Draghi, pronto a mandarlo definitivamente in soffitta.