Da non credere: l’Ue ora nega che la Germania abbia acquistato dosi-extra di vaccino

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Che l’Unione Europea sia, fin dalla sua genesi, asservita agli interessi di alcuni, Germania in primis, a scapito di altri, non lo scopriamo certo in questi giorni. Eppure l’inizio della campagna di vaccinazione, con annesse polemiche, fornisce ancora una volta l’occasione a Bruxelles per mettere in mostra la sua natura contraddittoria. Mentre Berlino è arrivata ad ammettere di aver acquistato alcune dosi del farmaco anti-Covid in violazione degli accordi europei, tesi sostenuta addirittura dal premier italiano Giuseppe Conte (non certo un nemico giurato della Merkel, anzi), l’Ue continua infatti a negare l’esistenza di contratti bilaterali siglati dagli Stati membri con i produttori. Una farsa talmente evidente da non sembrare vera.

Da non credere: l'Ue ora nega che la Germania abbia acquistato dosi-extra di vaccino

Gli eurodeputati della commissione Ambiente e Salute hanno infatti interrogato in queste ore la direttrice generale della Direzione generale Salute e sicurezza alimentare della Commissione, Sandra Gallina, a capo delle negoziazioni con le case farmaceutiche per le forniture di vaccini per conto del Berlaymont. Che ha precisato, tra lo stupore generale: “Dal mio punto di vista, sulla base di quanto mi è stato detto, questi presunti contratti bilaterali stipulati dagli Stati membri non esistono”. Aggiungendo poi: “Se anche questi presunti contratti individuali esistessero, le quote prenotate dall’Unione Europea hanno la precedenza e dunque verranno distribuite prima”.

Da non credere: l'Ue ora nega che la Germania abbia acquistato dosi-extra di vaccino

Insomma, un grottesco tentativo di negare o, in alternativa, minimizzare l’accaduto, ponendo piuttosto l’attenzione sul fatto che, grazie ai negoziati della Commissione, ogni Stato avrà in ogni caso dosi sufficienti per vaccinare tutti i suoi cittadini. Per la direttrice Gallina “lo spirito europeo” ha prevalso in questo modo, anche se “in alcuni casi sembra che sia stato messo da parte”. Respinte al mittente anche le accuse sul quantitativo negoziato dalla Commissione per conto dei Paesi, ritenuto da alcuni analisti insufficiente: “Abbiamo comprato tutte le dosi che potevamo comprare”. Nessun passo avanti, invece, sulle richieste di trasparenza: per rendere pubblici i contratti firmati con le aziende, servirebbe l’autorizzazione di queste ultime (che ovviamente non arriverà).

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Nessun caso Germania, insomma. Eppure il ministero della Salute tedesco aveva confermato di aver concluso l’intesa con BioNTech per le sue dosi extra l′8 settembre scorso, il giorno prima dell’annuncio della Comissione Ue sulla chiusura di un pre-accordo con Pfizer per 200 milioni di dosi più una opzione su altre cento. Il 31 agosto era stata invece la volta del patto tra Berlino e l’azienda Curevac. Due firme documentate anche da un dossier visionato dalla Reuters, che aveva parlato di “due memorandum d’intesa “con Curevac e BioNTech per dosi extra al di fuori dal quadro Ue”, che non erano stati annunciati “perché contrari alla decisione vincolante sottoscritta in sede europea”. Berlino, insomma, aveva chiaramente giocato sporco. Ma Bruxelles continua a difenderla.

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