Crisi governo, Giancarlo Cancelleri: “Io ministro? Non mi oppongo…”

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AGI

Le pale eoliche minacciano il telescopio, rivolta in Sardegna

AGI – A Lula, in provincia di Nuoro, poco più di mille abitanti nel cuore della Barbagia, sono abituati alle difficoltà, ad andare controvento. Stavolta, però, sono pronti a dare battaglia proprio ai ‘signori del vento’ che, con le loro pale eoliche, rischiano di far fallire un progetto scientifico unico al mondo e, soprattutto, miliardi di investimenti. 
Gli impianti disturbano il ‘silenzio assoluto’
La rivolta contro un progetto di tre società che intendono  installare nella zona le gigantesche torri, è guidata dal minuscolo centro della Sardegna che, grazie al silenzio profondo che lo avvolge, è uno dei due candidati in tutta Europa, per ospitare l’Einstein Telescope: l’interferometro di terza generazione in grado di registrare le onde gravitazionali ossia le increspature dell’universo che i fisici di tutto il mondo rincorrono da anni. Una struttura che per funzionare ha necessità del silenzio assoluto che caratterizza le profondità di questa zona della Sardegna, ma che le pale eoliche rischiano di disturbare. 
L’oro di Lula
Ombelico della fisica internazionale è la miniera di Lula ‘Sos Enattos’ lei cui profonde gallerie hanno le caratteristiche ideali per ospitare l’Einstein Telescope: bassissimo rischio sismico e la quasi assenza di rumore elettromagnetico e ambientale. Perché per catturare la flebile voce dell’universo, l’interferometro non deve essere disturbato da altri rumori. Il silenzio assoluto è dunque l’oro di Lula.
Un tesoro inestimabile oggi minacciato dalle circa 40 pale eoliche, alte più di 200 metri, che si vorrebbero costruire in zona. Sono almeno tre i progetti che hanno presentato richiesta di Via al Ministero dell’Ambiente, senza preoccuparsi di interpellare i diretti interessati. “I parchi eolici possono sembrare silenziosi, ma non è così. Il movimento delle pale fa vibrare i piloni, questa vibrazione si trasmette al sottosuolo per chilometri. Soprattutto se il suolo è roccioso come quello di Lula”, ha spiegato all’Agi il professor Michele Punturo – coordinatore internazionale del progetto e primo ricercatore dell’Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare – che ha poi evidenziato come il danno sarebbe incalcolabile visto che le strutture sono particolarmente sensibili alle basse frequenze delle vibrazioni. Il professore ha poi ricordato che “quella di Lula è la candidatura italiana ad ospitare l’Et: abbiamo già pronti i primi laboratori, il primo seme, frutto di milioni di investimenti”.
Le osservazioni dell’Infn al ministero dell’Ambiente
Lo ricordano anche le osservazioni inviate dall’Infn al ministero dell’Ambiente: “La candidatura del sito in Sardegna è oggetto di un protocollo di intesa siglato nel febbraio 2018 da Miur, Regione Sardegna, Infn e Università di Sassari, finanziato con circa 17 milioni di euro. Gli studi per la caratterizzazione e la candidatura del sito sono stati inoltre finanziati con un ulteriore milione di euro mediante un progetto Prin 2017 (Progetti di Ricerca di Rilevanza Nazionale – Linea Sud) che coinvolge le Università di Sassari, di Napoli Federico II, l’Infn e il Gran Sasso Science Institute. Inoltre, per sfruttare scientificamente le suddette caratteristiche ambientali, e per costituire un primo seme della grande infrastruttura di Et, la Regione Sardegna ha finanziato con un investimento di 3,5 milioni di euro la realizzazione, attualmente in corso d’opera, di un laboratorio sotterraneo (Sargrav) all’interno della miniera di Sos Enattos dedicato alla realizzazione di esperimenti scientifici in condizioni di bassissimo rumore ambientale. L’Infn sta finanziando dal 2018 il primo esperimento di Fisica della gravitazione, Archimedes, attualmente in fase di installazione nelle strutture di superficie già esistenti del laboratorio Sargrav a Sos Enattos”.
Il sindaco, investimenti a impatto zero
Progetti da miliardi su cui incombono gli undici aerogeneratori proposti dalla Green Energy Sardegna, con sede a Bolzano, delle 6 torri e delle 15 turbine eoliche che vorrebbero realizzare rispettivamente la Sardeolica e la ‘Wpd piano Ertilia’. “A noi non piacciono gli speculatori”, non va per il sottile Mario Calia, sindaco di Lula e minatore, che guida il no all’eolico. “Sono anni che la nostra miniera è al centro di importanti ricerche con fisici e scienziati che arrivano da tutto il mondo. Progetti importanti per noi, con una ricaduta economica che le università hanno studiato e stimato in circa sei miliardi di euro. Tutto a impatto zero, senza modificare o stravolgere il territorio”, ha precisato il primo cittadino. “A noi piace volare, ma con i piedi per terra”, ha concluso Calia scherzando, “e forse saranno i fisici a spiegarci come farlo” (AGI)