Creare liquidità con la moneta complementare: due esempi (Sardex e WIR)

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di Emanuele Oggioni

Come abbiamo visto nel primo articolo (https://www.ilparagone.it/interventi/la-liquidita-ce-ma-non-si-vede/), nell’attuale mondo finanziario pieno di liquidità, il meccanismo di trasmissione della moneta non funziona nel fare arrivare al mondo reale il denaro, in quanto la sua circolazione avviene solo tramite le banche che prestano (a fatica) a chi si (può) indebitare fornendo molte garanzie.

Il liberismo combatte le comunità, nelle quali le persone si sentono protette e quindi sono meno soggette al ricatto individuale del sistema del debito. Le monete complementari, oltre a fornire la liquidità mancante agli aderenti al circuito (commercianti, artigiani, partire iva, ma anche privati consumatori), rafforzano l’identità e la coesione di una comunità. Forniamo due esempi si successo, uno più recente in Italia, il Sardex, ed uno storico in Svizzera, il WIR. (Continua dopo la foto)

Il Sardex è stato il primo circuito di credito commerciale in Italia a far uso di una moneta complementare all’euro. Un circuito di credito commerciale è un sistema economico progettato per incrementare gli scambi (compra-vendite) tra soggetti economici operanti in un dato territorio. Il circuito, che è diffuso in molte altre regioni, ad esempio in Lombardia si chiama Linx e in Piemonte Piemex, è un sistema che consente di acquistare beni e servizi dagli aderenti alla rete, scambiandoli con ciò che a loro volta sono in grado di produrre. Il mezzo di pagamento utilizzato sono i propri prodotti ed i servizi che l’imprenditore riuscirà a vendere agli altri soci del circuito. Un gestore centrale del sistema registra tutti gli scambi oltre a facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Il sistema agevola gli scambi, in quanto il credito maturato dalla vendita di un bene o servizio, all’interno del circuito, è immediatamente spendibile per acquistare beni e servizi presso qualunque aderente al circuito in grado di offrirlo. I tempi di pagamento o incasso, quindi, non esistono in pratica. Questo è il meccanismo principale alla base di un circuito di moneta locale che rende possibile un forte aumento del numero degli scambi, ossia della velocità della moneta complementare, che porta a rivitalizzare l’economia locale. Inoltre, un aderente al circuito può “andare in rosso sul conto”, ossia ottenere un affidamento a costo praticamente zero (shadow banking). Al fine di far girare velocemente tale moneta locale complementare, non è prevista la conversione in euro. L’obiettivo non è la moneta-riserva di valore, ma la moneta-mezzo-di-scambio. (Continua dopo la foto)

WIR è una “banca” svizzera che compensa debiti e crediti tra aziende, dipendenti, professionisti, associazioni, ecc. È operativa, non a caso, dal 1934. Nacque cioè all’indomani della grande crisi del ‘29 quale risposta alla carenza di liquidità che essa provocò. Si tratta di una rete di mutuo credito che oltre ad agevolare scambi in compensazione multilaterale tra i suoi iscritti elargisce crediti pagabili in WIR. In pratica ripaghi il debito contratto utilizzando quale mezzo di pagamento ciò che produci, vendendo, in prima istanza, agli altri partecipanti al circuito interessati alla tua produzione. Più di 60 mila gli operatori economici affiliati a WIR che in tedesco significa “noi”.

Il denaro è divenuto inaccessibile, o costa troppo, e allora le camere di compensazione rendono possibili gli scambi tra imprese (e non solo) facendo a meno del denaro bancario.

Il modello di moneta locale è circolare, promuovendo un nuovo paradigma economico basato sulla collaborazione e sulla fiducia tra i suoi membri. Nessuno vieta che servizi finanziari come quello offerto da Sardex possano essere implementati e offerti da enti pubblici su scala locale, come consorzi di comuni o su scala regionale. (continua)

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