cop26,-giovannini:-siamo-in-ritardo-sugli-accordi-di-parigi,-serve-un’accelerazione

(Teleborsa) – Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilita’ Sostenibili, Enrico Giovannini, sospende il giudizio sulla COP26 in attesa del documento finale ma riconosce i passi avanti fatti durante i colloqui. “Già adesso abbiamo degli impegni forti da parte della finanza, e poi sull’agricoltura: sono impegni, è vero, settoriali, ma che possono, se realmente realizzati, contribuire in modo significativo al cambiamento. Come si è detto più volte, naturalmente, serve anche l’impegno dei grandi Paesi come Cina e India”, ha dichiarato il ministro ospite di Sky TG24 Economia.

“Tutti hanno capito che la crisi climatica non solo è un problema ambientale ma anche sociale ed economico – ha sottolineato Giovannini –. Ricordiamo che grandi imprese di assicurazione ormai non assicurano più contro rischi legati al clima. D’altra parte sappiamo che l’inquinamento genera malattie gravissime, oltre che i disastri ambientali che conosciamo, con costi di ripristino. L’Italia purtroppo, da questo punto di vista, ha un track record, una storia di mancati investimenti preventivi, e quindi paghiamo moltissimo i costi, se pensiamo solo al dissesto idrogeologico”. Il ministro ha poi ricordato che a Parigi l’accordo fu raggiunto sostanzialmente nell’ultima notte, superando le resistenze dell’India soprattutto, ma anche della Cina. “Rispetto agli impegni di COP21 siamo indietro, siamo in ritardo, ed è per questo che il senso che deve emergere da questa COP è di accelerazione e non semplicemente di prosecuzione in una tendenza che non basta”.

Tornando al contesto italiano il ministro ha dichiarato che c’è un problema di riconversione, “in particolare dell’automobile e non solo dell’automotive”. “Con il PNRR investiamo svariati miliardi per la riconversione green degli autobus: non si finanziano più autobus diesel, e continueremo negli anni anche grazie a quello che stiamo mettendo in Legge di Bilancio proprio su questo tema – ha affermato –. A questo punto i produttori nazionali, che sono un po’ debolucci sotto questo aspetto, tanto è vero che gran parte degli autobus green vengono importati, hanno la possibilità di capire che nei prossimi dieci/quindici anni vi sarà una straordinaria opportunità di business per costruire in Italia, investire in tecnologie, per realizzare nel nostro Paese quello che oggi importiamo”. “Una parte di quella filiera che oggi produce componentistica per le automobili può passare a produrre componentistica per una nuova filiera nazionale che ha di fronte, appunto, dieci anni di domanda sostenuta”, ha aggiunto.

In questo senso la politica economica, e devo dire che l’Europa da questo punto di vista è certamente la più avanzata, sta indicando dove dobbiamo e vogliamo andare, e sappiamo che le aziende private così come i mercati finanziari vivono di aspettative. Ecco dove dobbiamo essere chiari – ha dichiarato Giovannini –. Dobbiamo esserlo anche sui tempi perché sappiamo che le imprese, soprattutto quelle dinamiche, sono in grado di riaggiustarsi, in tempi non istantanei evidentemente”. Il PNRR è il primo tempo della partita ma i fondi che stiamo mettendo, che sono a crescere per diventare ancora più forti dopo il 2026, assicurano che questa non sia una bolla ma una vera iniziativa trasformatrice”, ha concluso.

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