Contro il decreto del Governo rivolte in tutta Italia

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Dilaga la protesta in seguito all’ultimo DPCM illustrato domenica scorsa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Troppo articolata ed estesa ormai per essere derubricata a semplice macchinazione della criminalità organizzata o dei professionisti della piazza, il malcontento ormai monta da nord a sud della Penisola.

I tassisti a Torino hanno occupato piazza Castello, sempre nel capoluogo piemontese, due negozi della centralissima via Roma, sono stati devastati da gruppi di manifestanti nel corso degli episodi di guerriglia con le forze dell’ordine. In un caso, un gruppo, dopo aver sfondato la vetrata d’ingresso, si è introdotto all’interno e si è dato al saccheggio.

A Cremona i ristoratori hanno battuto le pentole davanti alla prefettura e poi le hanno lasciate a terra come in un cimitero di stoviglie, a Catania hanno tirato bombe carta davanti alla prefettura, a Treviso in mille hanno sfilato in corteo, a Viareggio giovani hanno bloccato il traffico e lanciato fumogeni e petardi.

A Palermo hanno protestato i commercianti, ristoratori e dipendenti dei locali davanti alla prefettura.

All’iniziativa, pacifica, si sono unite un centinaio di persone compresi alcuni lavoratori del settore dello spettacolo. Uniti dalla contestazione nei confronti del nuovo Dpcm del governo e dalla richiesta sostegno economico per affrontare questo primo mese di chiusura. “Per molti di noi è un nuovo lockdown – dicono alcuni imprenditori del settore dei locali e dei bar – La chiusura alle 18 rappresenta un colpo mortale alle nostre attività. Il governo non ci può abbandonare in questo momento. Abbiamo bisogno di aiuti veri”. In piazza anche a Genova tra ristoratori, lavoratori dello spettacolo e no mask.

Un’onda lunga che sembra solo al principio e che tiene in apprensione gli analisti del Viminale. Le linee guida prevedono massima attenzione, necessità di disinnescare sul nascere ogni situazione di possibile rischio, fermezza nei confronti dei violenti.

La rabbia e la frustrazione che monta nel Paese e che coinvolge diverse categorie sociali e produttive potrebbe infatti diventare occasione perfetta per chi ha interesse ad alimentare le tensioni. E, vista in quest’ottica, gli apparati di sicurezza non escludono che le manifestazioni annunciante per i prossimi giorni da chi è stato più colpito dai provvedimenti possano essere strumentalizziate e diventare l’occasione per provocatori e infiltrati di mettersi in mostra.