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Nella manovra “una misura importante è quella sul congedo parentale. Ho sempre pensato che molte madri non se lo potessero permettere con il 30% della retribuzione, per questo abbiamo aggiunto un mese di congedo facoltativo ma retribuito all’80%, fino ai 6 anni di vita del bambino”.

Lo ha detto il premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di presentazione della Manovra, parlando di “una scelta che introduce una specie di salvadanaio del tempo che le madri possono utilizzare in caso di difficoltà evitando di incorrere in situazione economiche difficili”.

Congedo parentale cambia ancora, le novità

In manovra arriva una importante novità per il congedo parentale: per i genitori ci sarà un mese di congedo parentale facoltativo in più e retribuito all’80% che sarà utilizzabile fino al sesto anno di vita del bambino

Ad oggi, ricorda l’Inps, il congedo parentale è “un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali”.

Può coprire fino a dieci mesi complessivi tra i due genitori, entro i primi 12 anni di vita del bambino, così ripartiti:

  • sei mesi continuativi o frazionati per la madre lavoratrice dipendente (dopo i cinque mesi di “maternità obbligatoria”);
  • sei mesi continuativi o frazionati al padre lavoratore dipendente, che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi (quindi il congedo complessivo, in quest’ultimo caso, sale a 11 mesi).

Il genitore solo ha un periodo massimo di undici mesi. Stesse tempistiche anche in caso di adozione nazionale e internazionale, o di affidamento.

Durante il periodo facoltativo, l’indennità è pari al 30% della retribuzione media giornaliera entro i 12 anni di età del bambino e per un periodo massimo di nove mesi, dettaglia sempre l’Inps, di cui:

  • alla madre spetta un periodo indennizzabile di tre mesi, non trasferibili all’altro genitore, da fruire entro il dodicesimo anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • al padre spetta un periodo indennizzabile di tre mesi, non trasferibili all’altro genitore, fino al dodicesimo anno di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • a entrambi i genitori spetta, in alternativa tra loro, un ulteriore periodo indennizzabile della durata complessiva di tre mesi;

    al genitore solo sono riconosciuti nove mesi di congedo parentale indennizzati al 30% della retribuzione.

Per i mesi di congedo superiori i nove mesi, l’indennità è prevista al 30% ma solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.

Gli altri provvedimenti per la famiglia

In conferenza stampa, la Meloni ha parlato anche degli altri provvedimenti per la famiglia e per la natalità che valgono un miliardo di e mezzo di euro, “una scelta che non ha molti precedenti”.

L’assegno unico viene aumentato del 50% a tutti per il primo anno di vita del bambino, del 50% per tre anni per le famiglie numerose.

L’Iva su tutti i prodotti della prima infanzia sarà al 5% e anche per quello che riguarda i dispositivi igienici femminili non compostabili.

Nel pacchetto di misure, che riguardano in particolare i giovani, anche la proroga a tutto il 2023 delle agevolazioni per i mutui degli under 36: garanzie statali rafforzate all’80% (per farsi così finanziare tutto il valore della casa) e sconto sull’imposta di registro.