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Cosa si è detto alla conferenza stampa sulla sostenibilità della Formula E in programma a Roma questo weekend

 

Roma è pronta ad una nuova edizione di Formula E. Dopo due anni di pandemia si riparte con il pubblico. Saranno circa 20 mila le presenze sugli spalti nella due giorni capitolina del 9 e 10 aprile. Ma la città si è già preparata durante tutta la settimana con eventi di avvicinamento.

Presso la Soho House, si è tenuta la tavola rotonda con la numero uno della Sostenibilità di Formula E. Julia Pallè ha presentato l’evento sportivo sotto il profilo della sensibilità ambientale, ma non solo. Ad accompagnarla, anche due rappresentanti di Envision.

TUTTA L’ATTRAZIONE E LA COOPERAZIONE SOCIALE DELLA FORMULA E

“L’approccio della Formula E è diffondere il messaggio della sostenibilità, noi siamo più di una semplice gara. Siamo una comunità, cerchiamo di comunicare con scuole, università per avvicinarci alle giovani generazioni. Lavoriamo insieme all’Unicef” dice Pallè, inquadrando il fenomeno della Formula elettrica all’interno di un momento storico dove i giovani per primi si sentono vicini a certe tematiche come quelle ambientali.

“Diversità e inclusione, ancora sul lato sociale. Cerchiamo di rendere questo mondo dei motori più accessibile, dove i ragazzi possono avere accesso a workshop e testare le macchine”.

SI MA L’ITALIA?

Rispondendo a una domanda di Energia Oltre, la direttrice ha poi toccato il tema dell’Italia e di Roma sulla questione sostenibilità. “Italia, contrariamente a quanto si possa immaginare, ha una classe giovanile molto più vicina alla sostenibilità, rispetto ad altre realtà nazionali forse si percepisce meno il collegamento quasi automatico tra grandi aziende e la questione del greenwashing. In più, “noi siamo uno sport certificato con i parametri zero-carbon. Il lavoro plastic-free che abbiamo portato avanti è significativo e dimostra la concretezza della nostra azione. Il nostro scopo è anche ispirare le altre multinazionali” ha aggiunto Pallè.

COSA MANCA A ROMA PER ESSERE SMART

Ad un’altra nostra domanda, la direttrice ha poi risposto affrontando anche la questione dei rapporti con i governi dei vari paesi dove opera Formula E.  “Abbiamo una partnership con il governo britannico, con la Cop 26. E quello che si crea tra tutti gli attori coinvolti diventa un circolo unico, di grande partecipazione. Noi siamo molto attivi anche con le Nazioni Unite per combattere l’inquinamento atmosferico”. E ancora: “Ogni città è diversa. Amiamo Roma per la sua specificità, per le sfide che pone davanti. Dal traffico alla mobilità in generale, inclusi i trasporti. Ovunque si può fare di più, pensiamo alla trasformazione di Parigi negli ultimi tre anni”.

TUTTO IL PROGRESSO FIRMATO ENVISION

Ma oltre al valore sociale, promozionale e culturale di Formula E, c’è anche un fronte tecnico. Come illustrato da Jennifer Babington – Operations Director & General Counsel Envision – e Sylvain Filippi – Managing Director & CTO at Envision Racing Formula E Team – “stiamo crescendo sempre più per aumentare contemporaneamente il valore tecnologico, le prestazioni, la sostenibilità carbon-free”.

L’eolico è il core business della società, ma il lavoro nei vari Paesi si allarga alle gigafactories e al concreto miglioramento del pianeta. “Tecnologia e comunicazione sono due frontiere che lavorano di pari passo in Envision. In termini di efficienza continuiamo a lavorare sulle batterie, ampliandone il carico senza risparmiare in potenza e competitività delle macchine. Ci dovremo concentrare sullo sviluppo di una second life per garantire riciclo e storage energetico”.

Tanta carne al fuoco, insomma. “La terza generazione ridurrà anche il peso delle batterie. Ogni step a cui lavoriamo apporta soluzioni aggiuntive, rende tutto affascinante. Anche attorno al fast-charge ruota molto del futuro dell’elettrico”.

Appuntamento a sabato e domenica all’Eur.