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Occorre passare urgentemente dal consumo di combustibili fossili alle tecnologie di energia rinnovabile per frenare il riscaldamento globale. A ribadire la necessità di una rapida transizione energetica è il nuovo importante rapporto del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC). In particolare, il focus di quest’ultimo report è su cosa si può fare per limitare il cambiamento climatico.

Una crescita insostenibile

L’allarmante conclusione a cui gli scienziati dell’IPCC sono giunti è che le possibilità di limitare l’incremento della temperatura entro gli 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali si stanno facendo sempre più piccole, evidenziando che durante l’ultimo decennio le emissioni medie annue di gas serra hanno raggiunto livelli mai raggiunti prima nella storia dell’umanità. Da questa evidenza il documento ha sottolineato la necessità che le emissioni globali di gas serra raggiungano il loro picco entro il 2025. Inoltre l’IPCC è arrivato ad escludere di fatto la possibilità di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi senza almeno superare temporaneamente quell’obiettivo di temperatura.

Il rapporto ha stimato inoltre che se le emissioni globali di CO2 continueranno a crescere ai ritmi attuali, il restante “bilancio di carbonio” per mantenere il riscaldamento globale all’interno degli obiettivi dell’accordo di Parigi “sarà esaurito prima del 2030”. Peggio: senza l’adozione di politiche più rigorose entro il 2100 il mondo il riscaldamento globale mediano andrà verso i 3,2°C. Uno scenario drammatico con gravi conseguenze sia per le persone che per gli ecosistemi, in grado di rendere invivibili parti del globo in alcuni mesi dell’anno a causa del caldo estremo.

Come ridurre le emissioni

Il rapporto si focalizza soprattutto su quanto sia fondamentale ridurre il più possibile le emissione di gas climalteranti nell’industria, nei trasporti e nell’uso del suolo. Nel rapporto è inclusa anche una lunga sezione sul ruolo delle tecnologie di rimozione del carbonio, definite “inevitabili” per ottenere le zero emissioni nette. Il rapporto ha calcolato che sono necessari investimenti di molto maggiori in tecnologie di energia rinnovabile di quelli attuali: gli investimenti di oggi infatti sarebbero dalle tre alle sei volte inferiori rispetto a quanto necessario per limitare il riscaldamento anche al di sotto dei 2°C entro il 2100.

Quali sono quindi le azioni da attuare per evitare gli scenari peggiori? Il rapporto sottolinea l’importanza di cambiamenti negli stili di vita anche se questi da soli non sono sufficienti. Vanno abbinati infatti a radicali cambiamenti nelle politiche relative ai settori dei trasporti, degli edifici e di altri settori. Solo una combinazione di tali “rivoluzioni” potrebbero comportare riduzioni significative delle emissioni entro il 2050. “Gli attivisti per il clima sono talvolta descritti come pericolosi radicali”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in una dichiarazione. “Ma i radicali veramente pericolosi sono i paesi che stanno aumentando la produzione di combustibili fossili”.

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