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Mentre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sbarcava a Washington per pronunciare il suo discorso davanti al Congresso degli Stati Uniti, nelle acque del mar Cinese orientale le navi da guerra di Russia e Cina avviavano “Joint Sea 2022”, l’esercitazione congiunta più vicina a Taiwan mai condotta dall’Esercito popolare di liberazione (Epl) e dall’armata russa.

L’area interessata dal war game (che si concluderà martedì prossimo) si estende a largo della provincia dello Zhejiang, dall’isola di Zhoushan (Ningbo), allo specchio di mare davanti a Taizhou, a circa 350 chilometri dallo Stretto di Taiwan.

La flottiglia cinese è guidata dal cacciatorpediniere tipo 054C “Jinan”, seguito dal tipo 052D “Baotou”, dalle fregate tipo 054A “Binzhou” e “Yancheng”, dalla nave appoggio tipo 903A “Gaoyouhu”, un sottomarino, due aerei anti sommergibili e tre elicotteri.

Quella russa è composta dall’incrociatore missilistico “Varyag”, dalla nave anti sommergibile “Maresciallo Shaposhnikov”, dalle corvette “Eroe della Federazione russa Aldar Tsydenzhapov“ e “Sovershennyy” e dalla nave di rifornimento “Pechenga”.

In this handout photo taken from video released by Russian Defense Ministry Press Service on Thursday, Dec. 22, 2022, The Chinese destroyer Jinan takes part in joint naval drills with Russia in the East China Sea on Thursday. The exercise showcases increasingly close defense ties between the two countries as they both face tensions with the United States. (Russian Defense Ministry Press Service via AP)

Guerra psicologica

L’Epl e il ministero della Difesa russo hanno spiegato che verranno provati la difesa aerea congiunta, il tiro di artiglieria su bersagli marittimi, operazioni antisommergibili congiunte, il blocco navale congiunto e il soccorso congiunto.

Dopo l’accerchiamento (da sei punti) di Taiwan dell’agosto scorso (in “risposta” alla visita a Taipei della terza carica degli Stati Uniti, Nancy Pelosi) da parte della marina dell’Epl, “Joint Sea 2022” inscena un blocco diverso, questa volta assieme ai russi.

La marina non è mai stato il fiore all’occhiello della potenza militare di Mosca, così come di quella della Repubblica popolare cinese. Tuttavia Xi Jinping ha scommesso proprio sulle navi da guerra per difendere le rivendicazioni territoriali di Pechino si Taiwan, nel mar Cinese orientale e meridionale, e i cantieri cinesi ne stanno sfornando una ogni sei settimane.

Ma il segnale lanciato dal war game in corso è anche politico. «Questa esercitazione non è infatti lontana da Taiwan e include il tema del blocco congiunto – ha scritto il nazionalista Global Times –  Le forze secessioniste della “indipendenza di Taiwan” si considerano l’obiettivo. Lasciamo che lo credano. Se non si fossero impegnati nelle mosse secessioniste di “indipendenza di Taiwan”, non si sarebbero sentiti sopraffatti dalle esercitazioni militari congiunte».

Guerra psicologica (in vista delle elezioni del 2024) contro il Partito progressista democratico e la presidente Tsai Ing-wen, che ha fortemente voluto (al costo di 16 miliardi di dollari) otto nuovi sottomarini d’attacco invisibili made in Taiwan, il cui primo esemplare sarà consegnato proprio nel 2024.

La “Maresciallo Shaposhnikov”, la più grande delle navi di questo tipo della marina russa, e le due anti sommergibili cinesi, sono lì a indicare che Pechino e Mosca sono già pronte.

Riarmo in Asia orientale

L’altro avvertimento di “Joint Sea 2022” è al Giappone – non lontano dall’area del war game – la cui nuova strategia di sicurezza nazionale punta (in barba alla Costituzione pacifista) ad aumentare il budget per la difesa fino al 2 per cento del Prodotto interno lordo entro il 2027, raddoppiando il tetto in vigore informalmente dal 1976. Trainati da quello cinese, i budget militari dei paesi dell’Asia orientale sono cresciuti del 60 per cento tra il 2010 e il 2020.

Secondo fonti militari cinesi, “Joint Sea 2022” «riflette un alto livello di fiducia strategica reciproca e promuoverà ulteriormente le capacità delle due marine nell’affrontare congiuntamente le minacce alla sicurezza marittima e contribuire alla salvaguardia della pace e della stabilità nella regione e nel mondo».

Iniziate nel 2012, le esercitazioni navali congiunte fanno parte della “partnership strategica onnicomprensiva” tra Cina e Russia forgiata da Xi Jinping e Vladimir Putin nell’ultimo decennio, durante il quale i due presidenti si sono incontrati 39 volte.

Una quasi alleanza che a Zhongnanhai come al Cremlino non è stata messa in discussione in questi dieci mesi di guerra in Ucraina, perché risponde a una visione comune di un mondo “multipolare”, in base alla quale «il coordinamento strategico tra i due paesi contribuirà a mantenere un ordine internazionale equo e giusto e a contrastare l’egemonismo, l’unilateralismo e la politica di potenza». Tradotto dal linguaggio della propaganda cinese: è assai difficile separare Pechino da Mosca fino a quando entrambe si sentiranno minacciate da Washington.

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