cie-unica-identita-digitale:-il-piano-del-governo-per-spegnere-lo-spid

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Non vogliamo eliminare l’identità digitale, ma averne solamente una, nazionale e gestita dallo Stato“. Così risponde il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti al direttore del Corriere della Sera dopo che in un articolo del quotidiano ci si domandava quali fossero le reali intenzioni del Governo in merito allo Spid.

Tutto è nato da una dichiarazione di sabato scorso dello stesso Butti:

dobbiamo cominciare a spegnere lo Spid e avere la carta d’identità elettronica come unica identità digitale.

Da qui è nato un acceso dibattito che ha portato – a detta del sottosegretario – ad una serie di male interpretazioni della sua affermazione: non c’è nessuna volontà di eliminare l’identità digitale, ma solo di renderla unica sotto il cappello della CIE, ovvero la carta d’identità elettronica che è già in mano a 32 milioni di cittadini italiani.

Per accedere al sito di Inps o a quello dell’Agenzia delle entrate si può usare sia Spid sia la CIE“, spiega Butti, “con la seconda che può fornire un livello di sicurezza in più“. I dubbi si sono concentrati su come possa avvenire lo spegnimento: 33 milioni di Spid potrebbero scomparire di colpo, o magari confluire nella CIE che andrebbe ad accorpare le funzionalità del primo garantendo tutti i vantaggi di sicurezza (fortemente voluti a livello comunitario) ed unicità di identificazione elettronica. Altra perplessità riguarda la responsabilità della gestione, perché lo Spid viene offerto da più fornitori di identità digitale.

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Il sottosegretario ha voluto spiegare quanto affermato in precedenza in una lettera pubblica inviata al direttore del giornale: l’identità digitale deve essere una sola, “nazionale e gestita dallo Stato“, “proprio come quella che gli italiani portano nel loro portafogli dal 1931“.

L’intenzione è quella di

  • semplificare la vita in digitale” dei cittadini
  • incrementare il livello di sicurezza
  • rendere i servizi digitali più accessibili
  • risparmiare denaro

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Prima di eliminare lo Spid, tuttavia, bisogna migliorare la CIE

  • riducendo a 24 ore i tempi di rilascio (ora richiede una settimana lavorativa)
  • rendendola gratuita (ora costa 16,79 euro)
  • rendendola utilizzabile facilmente anche da PC e smartphone (oggi sono necessari un lettore smartcard contactless con software CIE o uno smartphone NFC con app CieID installata)
  • consentendone l’attivazione da remoto (ora bisogna recarsi di persona presso un ufficio del Comune)

Trattandosi entrambe di identità digitali eIDAS “notificate a Bruxelles“, il passaggio a CIE dovrà essere gestito a livello europeo, “magari chiedendo ai fornitori di identità digitale un supporto alla migrazione dallo Spid“.

Nonostante il chiarimento restano i dubbi, così come rimane il timore che Spid e CIE facciano la stessa (confusionaria) fine della norma no-POS.