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”Ci sono papà di serie A e di serie B: il congedo di paternità ѐ di 10 giorni per chi lavora nel privato. Nulla si muove per i dipendenti pubblici”.

In Italia al momento esisto padri di serie A e di serie B.

La Legge di Bilancio conferma l’adeguamento dell’Italia allo standard minimo europeo, rendendo strutturale da gennaio 2022 il congedo di paternità sia obbligatorio che facoltativo.

Una buona notizia ma parziale, poiché riguarda solo i lavoratori del settore privato.
Per quelli del Pubblico infatti manca il provvedimento attuativo, di cui all’art. 1, c. 8, della L. 92/2012.

Una discriminazione che deve essere colmata tempestivamente.

Il percorso culturale e normativo per il raggiungimento di una parità reale, familiare e di conseguenza anche lavorativa e di affermazione personale, rimane lunghissimo.

Elena Marrazzi, responsabile Coordinamento donne Fials: “Questi piccoli grandi passi di civiltà (il riconoscere a un padre di essere tale e di dover e poter contribuire alla crescita di suo figlio) rimangono imposti da un organo terzo: tutto ha preso il via dalla direttiva europea del 4 aprile 2019, che ha fissato in 10 giorni il periodo minimo di astensione dal lavoro per i padri.

Festeggiamo dunque per ogni centimetro guadagnato ma la strada per una svolta culturale reale rimane in salita.

Nel nostro Paese esiste ancora un retaggio tossico, che smantelleremo un passo alla volta, senza cortine, tutti insieme, uomini e donne” – ha concluso la stessa Marrazzi.

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