Che cosa succederà dopo il governo Conte 2

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Come procede la crisi del governo Conte 2? Fatti, ricostruzioni, indiscrezioni e scenari nel corsivo di Paola Sacchi

 

Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, non aveva praticamente ancora fatto in tempo a terminare il suo discorso dell’ultimo dell’anno 2020 che già sui giornali era un rifiorire di gossip sui famosi “responsabili”.

Ma, a meno di clamorose novità in un quadro nebuloso dove tutto può succedere, se c’è un fatto che sembra porre una pietra sopra questa ipotesi, dalla quale alcuni dei principali sospettati al Senato peraltro si sono già sfilati con pubbliche dichiarazioni, sono proprio toni e contenuti dello stesso discorso di Mattarella.

Quando ha parlato di “costruttori”, parte del mainstream ha voluto vedere in questo passaggio una critica soltanto a Matteo Renzi per il suo pressing sui contenuti del Recovery plan che ha aperto di fatto una pre-crisi.

Ma ci sono anche attenti e storici osservatori delle cose del Colle, come Francesco Damato, che proprio su Startmag hanno fatto notare anche come possa essere sembrata dalle parti del Quirinale non molto costruttiva la reazione del premier Giuseppe Conte.

Dicendosi pronto a una verifica parlamentare di fatto ha evocato la ricerca di “responsabili” che possano, peraltro con numeri al Senato più esigui di quelli di ora, difendere il suo governo dall’offensiva renziana. Il Presidente Mattarella è da sempre custode molto rigido, ritenuto più inflessibile anche di altri pur ligi predecessori, delle regole costituzionali.

Si andrà quindi a elezioni, in caso di crisi, come alcuni navigati quirinalisti ma anche esponenti del Pd avevano paventato, questi ultimi più come una minaccia nei confronti di Renzi?

Mattarella, secondo chi ne segue attentamente mosse e pensiero, però in linea di principio non sarebbe mai stato contrario a prendere in esame anche altre ipotesi da parte delle forze politiche, pur che siano ipotesi solide e coerenti. Come ad esempio un governo di unità nazionale dove però tutti dovrebbero essere presenti e quindi anche l’intera opposizione, non solo settori di questa.

Resta il fatto che il treno della crisi è partito. E il Conte ter sembra ormai un’ipotesi più improbabile.

Mario Draghi o una figura che gli somigli almeno un po’ per un governo di emergenza, di unità nazionale, o lo stesso Dario Franceschini, il potente capo della delegazione del Pd alla guida di un esecutivo di cui in fondo fu lui il vero artefice più dello stesso Renzi? L’ex premier proprio per non restare spiazzato fece la prima mossa per il Conte 2, spiazzando invece a sua volta il Pd che era ancora il suo partito.

Nel caso prevalesse l’ipotesi Franceschini, avanzata da Francesco Verderami del Corriere della sera e da Startmag già nell’aprile scorso, evidente che non sarebbe un governo unitario.

Comunque finirà, Conte si trova nel suo momento di massima debolezza. E al tempo stesso, l’altro corno del problema è la partita che intende giocare l’opposizione di centrodestra. Un varco si è oggettivamente aperto, tanto più che nel 2022 si eleggerà il nuovo Capo dello Stato. E Mattarella ha già annunciato che questo è il suo ultimo anno da Presidente della Repubblica.

Il centrodestra intende entrare in partita o assistere dagli spalti, pur governando la maggioranza delle Regioni italiane?