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Erano in sei a contendersi gli spazi a pochi passi dall’Ottagono, nella Galleria Vittorio Emanuele, prima occupati da Tod’s. Con un canone d’affitto che quadruplica la base d’asta è stata Chanel a spuntarla, aggiudicandosi il negozio da 188 metri quadrati per cui pagherà 2 milioni e 350mila euro l’anno.

L’immobile, finora presidiato dal marchio di Della Valle, è stato oggetto di un’asta ad incanto che si è svolta lunedì nella sede comunale di via Larga. Al bando, pubblicato da Palazzo Marino a luglio e chiuso a settembre, si sono sfidati Loro Piana, Samsonite, Damiani, Swarovski, John Richmond e, appunto, la maison della doppia C, che occuperà l’immobile disposto su tre piani (terra, interrato e ammezzato) con ingresso, doppia vetrina e affaccio in Galleria.

Il nuovo negozio aprirà, dunque, nella porzione maggiore dei locali attualmente occupati da Tod’s, in scadenza di contratto, specifica il Comune di Milano sul sito ufficiale. Per la nuova concessione d’uso, infatti, il demanio ha diviso in due lotti l’ampio negozio di Tod’s fra l’Ottagono e via Silvio Pellico.

La porzione minore, oggetto di un secondo bando con aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, era stata assegnata a Damiani, che aveva messo sul piatto 365mila euro. Tod’s, dal canto suo, si era già accaparrato all’inizio dell’anno gli spazi precedentemente occupati da Bric’s, con un’offerta da capogiro (oltre 1,8 milioni di euro di canone annuo).

“Il Comune di Milano – osserva l’Assessore al Patrimonio Emmanuel Conte, si legge ancora sul sito dell’ente – ha cominciato a utilizzare lo strumento dell’asta all’incanto per i locali di pregio in Galleria nel 2019, primo fra gli enti pubblici in Italia, grazie al lavoro degli uffici della Direzione Demanio e del mio predecessore, Roberto Tasca. Dopo i successi degli inizi e due anni di pandemia, i rialzi di oggi confermano come nuove forme di valorizzazione del patrimonio possano portare benefici a tutta la città”.

Prosegue, sottolineando il valore della location ancora così strategico per il lusso all’interno della mappa cittadina: “La Galleria resta luogo unico e ricercato, capace di esprimere un valore di promozione commerciale che va oltre la pura redditività e che cresce in prossimità dell’Ottagono. Senza rinunciare a tutelare la sua identità storica e culturale e la presenza delle botteghe storiche, la Galleria può continuare ad essere uno strumento finanziario per sostenere i servizi ai cittadini, soprattutto in un momento in cui i bisogni sono in significativa crescita”.

L’arrivo di Chanel, infatti, non è che l’ultimo tassello di un risiko che negli ultimi anni vede cambiare senza sosta la fisionomia del ‘Salotto di Milano’, seguendo gli assestamenti di maison e nomi blasonati. Basti pensare al recente giro di valzer firmato Kering, che vedrà Bottega Veneta spostarsi negli spazi finora occupati da Gucci. Il marchio guidato da Bizzarri, come era già noto, si sposterà invece nell’ex immobile di Massimo Dutti.

Fresca anche l’inaugurazione di Giorgio Armani, che ha riaffermato la sua presenza nel rinomato passaggio meneghino con una boutique ampliata e un nuovo concept, e agli ingressi di Pinko, pronto a posizionarsi nei locali della coltelleria Mejana e di Rolex, nelle vetrine prima impegnate da Stefanel.

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