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In una giornata di Borsa molto volatile, Piazza Affari guadagna lo 0,24% grazie alla spinta delle maggiori banche ed è tra le migliori in Europa

Le banche salvano Piazza Affari dal rosso pallido che oggi tinge parte dell’Europa (in chiusura) e degli Stati Uniti (in avvio).

La seduta ha trovato qualche spunto di ottimismo nei Pmi di gennaio della zona euro, ma ha indotto anche il timore che questo rafforzi la politica restrittiva della Bce, mentre le speranze sull’inflazione si abbeverano al tonfo del prezzo del gas. Ci si muove comunque con grande prudenza su entrambe le sponde dell’Atlantico, in vista di importanti dati macroeconomici Usa attesi in settimana, di trimestrali di peso come quella di Microsoft (poco mosso il titolo), che renderà noti i numeri tra poche ore e delle prossime riunioni delle banche centrali, le prime del 2023. Le previsioni su Fed e Bce si stanno divaricando e si stima un rallentamento del passo nei rialzi dei tassi da parte della prima e la conferma della linea dura da parte della seconda, anche alla luce delle parole di Christine Lagarde di ieri.

Oggi però il componente del comitato esecutivo Fabio Panetta, in un’intervista, ha corretto un po’ il tiro dicendo che la Banca centrale europea non dovrebbe impegnarsi su un aumento specifico dei tassi oltre febbraio (la riunione è il 2), soprattutto alla luce del cauto ottimismo sull’inflazione.

Milano, +0,25%, svetta Intesa

Il Ftse Mib di Milano chiude in rialzo dello 0,24% a 25.884 punti base, sostenuto da Intesa, +2,05% (ancora in recupero dopo i guadagni di ieri), Unicredit +1,5%, Bper +1,43%, Banco Bpm +1,27%, Mediobanca +0,62%. Denaro anche su Prysmian +1,26% e utility come A2a +0,77%, Hera +0,61%, Enel +0,55%. A zavorrare il listino sono soprattutto i titoli dell’energia, come Saipem -3,35%, Eni -1,53% e Tenaris -1,22%. Arretrano inoltre Finecobank -1,32% e Telecom -0,96%.

Spread e tassi in calo

I movimenti appaiono contenuti sul secondario, ma risultano oggi favorevoli alla carta italiana. Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata arretra a 180 punti base (-2,02%) con rendimenti in calo. Il Btp torna sotto il 4% a 3,92%, contro +2,12% del Bund.

Chiusura mista in Europa; brilla Swatch e i salmoni nuotano controcorrente

Nel resto del continente Francoforte è praticamente piatta, -0,05%, Amsterdam perde lo 0,2% e Londra lo 0,33. Sono positive Parigi +0,26% e Madrid +0,25%. Tra i vari titoli è in luce Swatch, +4,86%, che si dice ottimista sulla ripresa del mercato cinese e mostra un aumento del 2,5% delle vendite 2022.

Ad Oslo (-0,83%) sono andate controcorrente le aziende che allevano salmoni (come Salmar +5,28), probabilmente spinte da indiscrezioni stampa su possibili aggiustamenti alla proposta di aumento delle tasse sul settore avanzata dal governo di centro sinistra.

A New York Wall Street si muove in calo frazionale fin dall’apertura e dopo un problema tecnico che ha indotto la sospensione di decine di titoli, tra cui Morgan Stanley, Verizon, AT&T, Nike e McDonald’s. General Electric perde l’1,2% al Nyse, nonostante una trimestrale positiva, mentre sempre nuove aziende annunciano massicci tagli al personale. Oggi tocca a 3M (-6%, peggior titolo sullo S&P 500), che ha deciso di licenziare 2500 persone.

Euro-dollaro stabile, gas e petrolio in retromarcia

Sul mercato dei cambi l’euro-dollaro è in stand-by a 1,087, vicino ai minimi da nove mesi per il biglietto verde, in attesa di novità dalle banche centrali.

Oggi il Pmi composito di gennaio della zona euro fa pensare che l’economia quest’anno potrebbe andare meglio del previsto. L’indice è tornato in lieve espansione oltre la soglia di 50 – a 50,2 da 49,3 – come non accadeva da giugno scorso. Il Pmi servizi a stelle strisce di gennaio invece è oltre le stime, ma tocca il settimo mese di contrazione.

Sul fronte energetico arretra pesantemente il gas, dopo la seduta volatile della vigilia il Dutch Ttf Natural Gas Future ad Amsterdam perde quasi il 12% per un prezzo intorno a 58 euro al Mwh.

Tratta in retromarcia il petrolio: Brent -1,02%, 87,29 dollari al barile; Wti -0,6%, 81,14 dollari al barile.