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Piazza Affari recupera nel pomeriggio e dribbla l’effetto cedole chiudendo in rialzo: brilla Leonardo e riprende quota il titolo Intesa Sanpaolo

L’andamento intonato di Wall Street ha incoraggiato oggi i listini europei nella seconda parte della seduta, favorendo una chiusura vicina ai massimi di giornata in attesa delle parole della presidente della Bce, Christine Lagarde, questa sera a mercati spenti.

La Borsa di New York confida in una Fed colomba e tratta in rialzo di oltre un punto percentuale con tutti e tre gli indici principali. I listini europei temono invece una Banca centrale europea più “cattiva” del previsto e centrano per lo più rialzi frazionali.

Piazza Affari, +0,18% (25.821 punti base) è la più modesta, a causa dello stacco cedole di Enel (-3,26%) e Snam (-2,72%), che pesa sull’indice principale per lo 0,46%. A Milano sono però positive le banche e persino la Juventus riduce i danni al 5,12%, dopo un avvio da brividi a causa della penalizzazione di 15 punti in campionato decisa dalla Corte Federale di Appello della Figc, venerdì scorso, nell’ambito del processo sulle plusvalenze nei trasferimenti dei calciatori e contro la quale la società bianconera ha annunciato ricorso al Collegio di garanzia del Coni.

Nel resto d’Europa svetta Amsterdam +1,25%, in scia ai guadagni del Nasdaq (+2%), miglior listino nord americano da inizio anno.

Rimangono più indietro Francoforte +0,46%, Parigi +0,52%, Madrid +0,28%, Londra +0,18%.

Nell’energia sale il petrolio, mentre archiva una seduta volatile il gas.

Il Brent si apprezza dell’1,4% a 88,86 dollari al barile e il Wti segna +1,2%, 82,61 dollari al barile. I prezzi del greggio crescono trainati dall’ottimismo sull’economia cinese, in avvio delle feste del capodanno lunare.

Il freddo europeo non scalda invece il gas, in altalena nella seduta odierna.

Eni (-0,34%) ha annunciato che l’Italia sarà indipendente dal gas russo dal 2024-2025, in occasione della missione in Algeria capitanata dalla premier Giorgia Meloni.

Euro tonico con i falchi della Bce

L’euro si conferma in grande forma e tratta in lieve rialzo contro il dollaro a 1,0863, dopo aver toccato il massimo da nove mesi a 1,0927, galvanizzato dai recenti commenti dei falchi della Banca centrale europea. In particolare, Klaas Knot e Peter Kazimir hanno suggerito altri due aumenti dei tassi di interesse da 50 punti base ai meeting di febbraio e marzo.

Il banchiere centrale italiano, Ignazio Visco, invita invece alla prudenza per non rischiare di “restringere troppo” l’economia. L’Italia comunque non deve preoccuparsi di ulteriori aumenti e delle conseguenze sulla nostra economia che appare resiliente. La crescita del Pil “nel 2022 dovrebbe essere stata prossima al 4 per cento. I livelli precedenti lo scoppio della pandemia sono stati pienamente recuperati – superandoli di quasi due punti alla fine del terzo trimestre”. Rispetto al 2008 però siamo ancora indietro di 3 punti percentuali.

Sempre in tema di banche centrali le probabilità di un prossimo aumento di 25 punti base da parte della Federal Reserve sono salite al 99,7% secondo i dati di CME Group e questo contribuisce all’ottimo odierno del mercato.

Spread stabile; rendimento del Btp al 4%

L’attesa di una Bce più aggressiva di quanto sperato crea qualche tensione sulla carta italiana e in generale sui titoli di Stato della zona euro.

Il rendimento del Btp decennale benchmark è indicato in chiusura in crescita al 4%, contro +2,16% dell’omologo titolo tedesco e uno spread stabile a 184 punti base.

Leonardo, Italgas e Intesa brillano in Piazza Affari

I migliori titoli del giorno in Piazza Affari sono Leonardo +3,46%, Italgas +2,81%, Intesa Sanpaolo +2,71%.

Le azioni della società pubblica della difesa festeggiano le previsioni positive per il 2023 dell’ad Alessandro Profumo. “Nel mondo della difesa e sicurezza – ha detto Profumo – stanno crescendo gli investimenti in tutto il mondo e, quindi, è un settore che sta crescendo in misura significativa”.

Nel settore bancario, modestamente positivo, brilla Intesa a seguito delle rassicurazioni sul buyback e sulla posizione patrimoniale della banca, arrivate tanto dalla banca quanto dagli analisti. Il titolo era andato giù nelle ultime sedute, soprattutto venerdì, a causa di indiscrezioni Bloomberg su un taglio di 20 miliardi di euro di Rwa (risk-weighted asset) per rispettare le osservazioni della Bce su modelli interni di rating del rischio, ritenuti inadeguati. Fuori da Ftse Mib s’impenna anche Mps, +5,42%.

Bene Stm, +2,61%, con acquisti che hanno premiato i titoli dei chip a livello europeo.

Sulla pagina più verde del listino principale fanno nuovamente la loro comparsa le utility: Italgas, A2a +2,69%, Hera +1,13%.

Torna in denaro anche Telecom +1,88%.

A parte Enel e Snam, i ribassi più importanti sono Tenaris -1,84% e Finecobank -1,25%. Galleggia Eni, dopo il record storico di ordini dal mercato retail per l’obbligazione green che promette un tasso minimo del 4,3%.

Fuori dal listino principale è lettera per Technogym -3%, penalizzata dal broker Stifel che ha retrocesso il titolo a “Hold” da “Buy”, evidenziando che le azioni della società di fitness non hanno più spazio di crescita dopo il balzo di circa il 50% dai minimi di settembre.