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Bnl: perché Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin protestano.

Continuano le tensioni tra i sindacati dei bancari e i vertici di Bnl, del gruppo francese Bnp Paribas.

Ecco le ultime novità.

I sindacati sono pronti a mobilitarsi contro le 900 esternalizzazioni previste da Bnl Bnp Paribas e a sostenere i ricorsi dei lavoratori. Lo annunciano in un comunicato unitario Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.

“Le organizzazioni sindacali – si legge – non condividendo in alcun modo l’iniziativa aziendale di esternalizzare 900 lavoratrici e lavoratori dal perimetro del gruppo, avevano posto la condizione di proseguire il confronto individuando soluzioni alternative e condivise volte a mantenere all’interno di Bnl tutti i lavoratori interessati, facendo ricorso a tutti gli strumenti gia’ esistenti nel settore. Dobbiamo invece registrare una chiara ed ennesima chiusura a qualsiasi ragionevole proposta. Ad oggi non vediamo altre alternative se non le capillari assemblee informative del personale di tutto il gruppo, rete compresa, la eventuale proclamazione dello stato di agitazione, l’inevitabile ricorso ad un contenzioso giudiziario che vedrebbe coinvolti lavoratori e sindacato oltre al rifiuto da parte del sindacato di continuare ad avere rapporti e/o sottoscrivere accordi o piani industriali penalizzanti per i lavoratori con un gruppo che fa della negazione al dialogo l’unico strumento di finta negoziazione”.

I sindacati bancari spiegano che durante il quarto incontro, mercoledi’ scorso, l’azienda “in un clima di totale sordita’, ha scartato la proposta sindacale volta a individuare un percorso alternativo che mantenga i lavoratori all’interno del perimetro del gruppo definendolo ‘complicato ed economicamente non conveniente”.

L’azienda, ancora una volta – sottolineano i sindacati – non ha dato risposte concrete ad un problema che va ad impattare in maniera pesante sulla banca e sull’intero settore del credito, creando uno spezzatino indecifrabile e fluido dove nel tempo potra’` essere inserita qualsiasi altro tipo di lavorazione per essere poi ceduta. Il sindacato – rimarcano nel documento di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – ha piu’ volte cercato di spiegare con chiarezza e con ferma determinazione, l’impossibilita’ di seguire l’azienda sull’idea di espellere dal perimetro del gruppo il 10% della forza lavoro frazionato in otto piccoli comparti tutti da verificare nella loro funzionalita’` e autonomia e di cui ancora, ad oggi, e’ stata fornita solo una nebulosa informazione piu’ che altro numerica e geografica.

Un’azienda che nella presentazione enfatica dell’amministratore delegato, Elena Goitini, ha elencato una serie di dati molto positivi che pongono il gruppo ai primi posti per redditivita’` ed efficienza, faceva sperare nel mantenimento della promessa di restituire ai lavoratori, veri artefici dei risultati, il frutto dei tanti sacrifici profusi in questi anni. Invece, l’intero piano industriale, in una ossessiva ricerca di risultati economici, impacchetta servizi e lavoratori (ai quali sicuramente ne seguirebbero altri) per cederli, a societa’` industriali, riducendo i bancari a una riserva in via di estinzione, prelude a un impatto penalizzante su tutto il gruppo, rete compresa, sulla quale gravano pesanti ricadute in termini di mobilita’, di demansionamento, di professionalita’`, di aumento di responsabilita’` a seguito della preannunciata riorganizzazione”.